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A PROPOSITO DELL’ELUSIONE FISCALE

In particolare il comma 1 dell’articolo 10-bis stabilisce che configurano abuso del diritto (ovvero elusione fiscale) le operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti.

La condotta abusiva è inopponibile all’amministrazione finanziaria che, di conseguenza, ne disconosce i vantaggi conseguiti dal contribuente applicando i tributi secondo le disposizioni eluse.

Tale disposizioni corrisponde a quella già prevista dall’articolo 37-bis del D.P.R. n. 600 del 1973. In altri termini, l’individuazione della condotta abusiva non rende nulli i negozi conclusi dal contribuente, ma li rende solo inefficaci ai fini tributari.

I vantaggi fiscali indebiti che si realizzano per effetto dell’operazione priva di sostanza economica devono essere prevalenti rispetto agli altri fini perseguiti dal contribuente: il perseguimento di tale vantaggio deve essere stato lo scopo essenziale della condotta stessa. Si richiama, al riguardo, il criterio direttivo previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera b), n. 1), della legge delega che impone di considerare lo scopo di ottenere indebiti vantaggi fiscali come causa prevalente dell’operazione abusiva.

Il comma 2 dell’articolo 10-bis contiene la definizione degli elementi essenziali dell’abuso del diritto:

In base alla lettera a), sono operazioni prive di sostanza economica i fatti, gli atti e i contratti, anche tra loro collegati, inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali.

La stessa lettera individua, in particolare (a solo titolo esemplificativo, afferma la relazione governativa), due indici di mancanza di sostanza economica:

  • la non coerenza della qualificazione delle singole operazioni con il fondamento giuridico del loro insieme;
  • la non conformità degli strumenti giuridici a normali logiche di mercato.

Secondo la lettera b), per vantaggi fiscali indebiti si considerano i benefici, anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario.

L’essenzialità del requisito del vantaggio fiscale indebito per la configurazione dell’abuso del diritto è stata sottolineata in primo luogo dalla Corte di Giustizia UE a partire dalla sentenza Halifax (causa C-255/02, depositata il 21 febbraio 2006).

Il comma 3 dell’articolo 10-bis stabilisce che non si considerano abusive, in ogni caso, le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa ovvero dell’attività professionale del contribuente.

Tale disposizione riprende quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera b), n. 2), della legge delega. Viene aggiunto il riferimento all’attività professionale del contribuente, assente nella delega che fa riferimento solo a quella imprenditoriale.

Le valide ragioni economiche extrafiscali non marginali sussisterebbero – secondo quanto emerge dalla relazione illustrativa – solo qualora l’operazione non sarebbe stata posta in essere in loro assenza. Occorre, pertanto, dimostrare che l’operazione non sarebbe stata compiuta in assenza di tali ragioni.

Nella sentenza n. 1372 del 21 gennaio 2011 la Corte di Cassazione ha affermato che il carattere abusivo dell’operazione deve essere escluso per la compresenza non marginale di ragioni extrafiscali che non si identificano necessariamente in una redditività immediata ma possono essere anche di natura meramente organizzativa e consistere in miglioramento strutturale e funzionale dell’impresa. Infatti il sindacato dell’amministrazione finanziaria non può spingersi ad imporre una misura di ristrutturazione diversa tra quelle giuridicamente possibili (e cioè una fusione) solo perché tale misura avrebbe comportato un maggior carico fiscale.

Anche di recente la Cassazione ha ribadito che il carattere abusivo va escluso quando sia individuabile una compresenza, non marginale, di ragioni extrafiscali, che non necessariamente si identificano in una redditività immediata, potendo consistere in esigenze di natura organizzativa ed in un miglioramento strutturale e funzionale dell’azienda. Nella specie, in applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha ritenuto inadeguatamente motivata l’esclusione delle valide ragioni economiche dell’acquisto, da parte della contribuente, delle azioni di una società estera, benché rientrante in più ampio progetto di riorganizzazione strutturale e funzionale di un gruppo societario di cui la prima era “capogruppo” (Cassazione civile, sez. trib. 26/02/2014, n. 4604).

«Art.  10-bis  (Disciplina  dell’abuso  del  diritto   o   elusione fiscale).

– 1. Configurano abuso del diritto una  o  più  operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi  fiscali  indebiti.

Tali operazioni non sono opponibili all’amministrazione  finanziaria,  che ne disconosce i vantaggi determinando  i  tributi  sulla  base  delle norme e dei principi elusi   tenuto  conto  di  quanto  versato  dal contribuente per effetto di dette operazioni.

  1. Ai fini del comma 1 si considerano:
  2. operazioni prive di sostanza economica i fatti,  gli  atti  e  i contratti, anche tra loro  collegati,  inidonei  a  produrre  effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali.

Sono indici  di  mancanza di  sostanza  economica,  in  particolare,  la  non  coerenza   della

         qualificazione delle singole operazioni con il  fondamento  giuridico del loro insieme e la non

         conformità dell’utilizzo  degli  strumenti giuridici a normali logiche di mercato;

  1. vantaggi fiscali  indebiti  i  benefici,  anche  non  immediati, realizzati in contrasto con le finalità

delle norme fiscali o con  i principi dell’ordinamento tributario.

  1. Non  si  considerano  abusive,  in  ogni  caso,  le  operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche  di ordine organizzativo o gestionale,  che  rispondono  a  finalità  di

miglioramento   strutturale   o   funzionale   dell’impresa    ovvero dell’attività professionale del contribuente.

  1. Resta ferma la libertà di scelta del  contribuente  tra  regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni comportanti un diverso carico fiscale.
  2. Il contribuente può proporre interpello secondo la procedura  e con gli effetti dell’articolo 11 della presente legge  per  conoscere se  le  operazioni  che  intende  realizzare,  o  che   siano   state

realizzate, costituiscano fattispecie di abuso del diritto. L’istanza é presentata prima della scadenza dei termini per  la  presentazione della dichiarazione o per l’assolvimento di altri obblighi  tributari

connessi alla fattispecie cui si riferisce l’istanza medesima.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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