Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

BANCHE RICCHE INCAPACI DI FARE BENE IL LORO MESTIERE

Le Banche Centrali, quella europea in testa, mettono a disposizione forte liquidità al sistema attivando anche politiche che cercano di disincentivare l’immobilismo della stessa liquidità.
Le banche, contratte dai crediti deteriorati (incagliati: momentaneamente in difficoltà ma di possibile recupero; in sofferenza: di difficile recupero, tendenzialmente inesigibili) non agiscono la con la dovuta efficacia. L’ammontare delle sofferenze lorde ha superato la soglia dei 200 miliardi di euro, anche se l’onda della crescita pare in diminuzione.
Abbondanza nella disponibilità e prudenza nell’impiego caratterizzano il credito del 2016.
Dobbiamo purtroppo evidenziare una incoerente politica del credito che tende a favorire, come al solito, le imprese maggiori a scapito di quelle minori, tanto per la quantità, quanto per il costo.
Le imprese minori hanno maggior costo per crediti erogati in calo. Costo che tra nord e sud varia anche del doppio. Insomma più l’economia è debole (ma più utile ed importante) più viene penalizzata.
I nuovi prestiti alle imprese sono scesi nella prima parte del 2016 di oltre cinque punti percentuali, mentre in Europa sono in crescita di quasi due punti, con punte del cinque per cento in Francia.
Pare chela Banca d’Italia non conosca la realtà del nostro Paese, quando sostiene che il volume erogato è quasi stabile e che il tasso di interesse sui prestiti pagato dalle società non finanziarie per nuove operazioni è pari all’1,66%, tendenzialmente in calo, molto vicino alla media europea!
La realtà è che in quattro anni i prestiti alle piccole imprese sono calati di un quinto, cioè dieci miliardi in meno; se il tasso medio dichiarato è inferiore al cinque per cento quello reale è anche del doppio, penalizzando il sud.
Le imprese minori, ormai è acclarato, tengono in piedi l’economia diffusa; un credito così accecato dimostra che la ripresa non può essere concreta.
La realtà “ingiusta” è che le imprese minori, sostenendo costi maggiori, fanno i bilanci delle banche, già in crisi per costi crescenti e redditività decrescente, dopo la sbornia dei balletti speculativi che hanno logorato i risparmi degli italiani.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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