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Centro Studi Codacons - Comitas


COME AGIRE

Può agire ogni azienda italiana titolare di una o più linee di fido o anticipo fatture, anche nel caso in cui il rapporto bancario di riferimento sia già estinto, purchè non siano trascorsi dieci anni dalla estinzione. Ovviamente nel caso in cui la banca abbia calcolato la CMS in maniera non corretta, come di prassi diffusa.

Chi intende recuperare le somme illegittimamente trattenute dalle banche a titolo di CMS deve:

essere iscritto al COMITAS
inviare in busta chiusa a Comitas, via Filippo Corridoni 25, 00195 Roma, scrivendo sulla busta azione CMS, copia dell'estratto del conto corrente e copia del contratto del conto corrente affidato.
Se non hai l'estratto conto devi chiederlo alla banca.
Devi sapere che le banche sono obbligate a consegnare gratuitamente o, al massimo dietro un modico contributo spese, ai titolari del conto l'estratto relativo (come è stato di recente sottolineato dal Garante per la Protezione dei dati Personali (Privacy), trattandosi di documenti che contengono dati personali, "Diritto di accesso ai dati" del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali. Per tutti coloro a cui la banca non consegna la documentazione dovranno comunque inviare a Comitas la documentazione in loro possesso e copia della raccomandata di richiesta inviata alla banca.
Una volta ottenuta questa documentazione, i commercialisti del Comitas effettueranno una perizia personalizzata sulla documentazione ricevuta, al fine di determinare la CMS pagata indebitamente.
La perizia, il cui costo è a carico del Cliente a tariffa di favore (agevolata da commercialisti convenzionati, stabilita in 80€ forfettarie e omnicompresnive per ogni conto corrente esaminato della durata triennale), verrà comunque inviata all'azienda.
Dopo aver esaminato tale perizia, gli avvocati del Comitas contatteranno l'azienda per valutare l'azione di recupero più opportuna.
Per detta azione, l'azienda sarà tenuta ad anticipare solo le spese vive ed a sottoscrivere un patto di quota lite pari al venti per cento della somma recuperata, quindi solo per il caso di esito positivo.

Le spese vive si riferiscono al costo materiale dell'atto di citazione e della relativa tassa (contributo unico) versato all'atto dell'iscrizione in Tribunale e che varia a seconda del valore della domanda.
La quota lite è il compenso (calcolato in percentuale sulla somma ottenuta dalla banca come indennizzo) che gli avvocati riceveranno a titolo di onorario, forfettario ed omnicomprensivo, solo per il caso di esito positivo.


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