Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

DUE SEGNALI POSITIVI PER LA RIPRESA

Oltre al previsto aumento dei consumi interni (che stanno lentamente consolidandosi – Confcommercio stima per il 2016 e per il 2017 un pil in crescita dell’1,6%) i protesti di assegni e cambiali sono scesi a 1,3 miliardi nel 2015, circa il 25% in rispetto a l 2014 (circa1,8 miliardi) ed alla metà rispetto al 2013 circa 2,6 miliardi di euro).
Il 56% (oltre 733 milioni) riguarda le società, mentre il restante 44% (quasi 579 milioni) è riferito a cittadini e imprenditori individuali.

Due indicatori positivi dell’attesa ripresa. Un altro indicatore è la cautela nell’indebitarsi, tanto delle banche quanto dei richiedenti; gli uni per la carente fiducia che permane, gli altri per non ingrossare il peso dei debiti inesigibili e a rischio.
L’importo medio dei protesti delle attività economiche in forma societaria (3.486 euro) triplica quello delle persone fisiche (1.028 euro). Nel mezzogiorno si ha la maggiore frequenza di protesti; si va da 18,1 protesti a carico di società ogni 100 imprese registrate in Calabria ai 1,9 dell’Alto Adige.

Secondo Confcommercio, “il motore propulsivo dell’atteso ciclo di ripresa sarà dunque la domanda interna, con un contributo alla crescita della domanda estera netta pressoché nullo o di appena qualche decimo, considerando che i ritmi di espansione di importazioni ed esportazioni saranno sostanzialmente simili e quindi il saldo della bilancia commerciale di fatto vicino allo zero o su valori di modestissima entità”. “Sulla ripresa dei consumi hanno influito sia l’assoluta stabilità dei prezzi, che ha consentito alle famiglie di mantenere il potere d’acquisto sia il parziale recupero del reddito disponibile via mercato del lavoro, come evidenziato dalla crescita occupazionale di oltre 190 mila unità rispetto al 2014, dopo la grande emorragia di posti di lavoro distrutti nella lunga fase recessiva tra il 2008 e il 2014. Le altre componenti della domanda interna, invece, stentano ancora ad avviarsi verso una fase di pieno recupero, soprattutto la componente degli investimenti fissi lordi, cresciuti anch’essi dello 0,8% nel 2105, dopo un periodo di pesanti contrazioni (il decremento medio annuo è stato tra il 2008 e il 2014 del 5%). Questa fondamentale componente della crescita ha subito i contraccolpi più pesanti del ciclo flettente, come evidenziato dal fatto che ancora nel 2015, per il terzo anno consecutivo, fatto mai verificatosi prima dal secondo dopoguerra, i livelli degli investimenti fissi netti compaiono preceduti dal segno meno. Ciò significa che il nostro sistema economico ha sperimentato una contrazione dello stock di capitale produttivo – cioè l’insieme di beni strumentali, macchinari, fabbricati e mezzi di trasporto – come input della attività di produzione, anche a causa dei saldi negativi della nati-mortalità delle imprese, a testimonianza che la chiusura di aziende e conseguente disinvestimento del capitale è stata superiore alla creazione di aziende nuove”

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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