Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

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IL CANONE DELLA VERGOGNA

L’imposizione del canore per l’utenza radiotelevisiva in bolletta è già di per sé la prova di quanto sia complicato in Italia il rapporto Cittadini-Stato. Una vessazione per una utenza che si può avere gratis da altre emittenti private ma che per averla bisogna pagare l’emittente pubblica. Insomma o la RAI o niente, neanche Sky. La televisione la puoi avere (anche un computer o qualsiasi apparecchio atto a ricevere il segnale) se paghi l’emittente pubblica (anche se non ti interessa). Una gabella inconsueta che finisce nelle casse di un’azienda a scapito di altre aziende, in palese concorrenza sleale. Un’azienda che tutti sanno essere un carrozzone clientelare che impiega tre-quattro volte personale per erogare un servizio che di pubblico ha ben poco, rispetto alle altre emittenti.

L’assurdo arriva poi con la minaccia per chi non paga: una condanna al carcere da 8 mesi a 4 anni. La Legge di Stabilità cita un Dpr del 2000 (il numero 445). E il Dpr, il Codice Penale, articolo 482, sulla “Falsità materiale commessa dal privato”.

Una pena mostruosa che come in mille altri casi, proprio per la sua mostruosità, non viene mai comminata. Un reato penale dovrebbe essere un reato serio, non una piccola evasione di cento euro; se fosse serio farebbe veramente paura.

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