Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

IL MARCIO DENTRO LE BANCHE

Le banche hanno certamente un ruolo centrale prima nella natura della crisi poi nella reazione che ha girato (per la seconda volta) il peso e le conseguenze ai correntisti. Negli ultimi anni il comportamento delle banche non è certo stato lineare e trasparente, ha travalicato i confini del ruolo “istituzionale” a favore di ramificazioni speculative e attività finalizzate a spremere in ogni modo il risparmio e l’attività produttiva; la strategia è caratterizzata da una serie di comportamenti tanto formali quanto sostanziali ben lontani dall’etica e dalla trasparenza. In banca si è venduto di tutto, non solo derivati e polizze, anche padelle e televisori, diamanti e biciclette, pur di confondere con furbesche promozioni i clienti e indurli a contratti vantaggiosi solo per i dirigenti che sono spartiti benefit a mani basse.
La vecchia banca ingessata e politicizzata, ma sostanzialmente non demonizzata dal vincolo del profitto (del ROE – Return On Equity) con le privatizzazioni diventa una macchina che ha solo un obiettivo, far soldi, cambiando, nel nome dell’efficienza, il suo essere ed suo agire. La carriere interne premiano sempre di più chi sa vendere qualcosa piuttosto chi sa far credito o chi sa far investire al meglio. La capacità di valutazione del merito creditizio viene relegata agli algoritmi dei pc per non distogliere le filiali dall’impegno primario di vendere e guadagnare, in modo superficiale, avventato e sconsiderato. Le banche hanno dedicato la massima attenzione a come aumentare il profitto piuttosto che a migliorare il loro ruolo di sostegno all’economia e allo sviluppo…con i soldi dei risparmiatori che venivano anch’essi indotti ad investimenti privi delle più elementari caratteristiche di prudenza e adeguatezza. I correntisti avevano una storica fiducia nelle banche e si sono fatti facilmente abbindolare dal nuovo corso; basti ricordare che la maggior parte di loro non sa o non ritiene utile controllare i contratti e gli estratti conto.
Questa deriva ha creato un clima tale che anche la giurisprudenza e le sentenze hanno cominciato a cambiare verso, abbandonando i presupposti di serietà attribuiti alle banche.
Ma le cose sono dure a cambiare; basta evidenziare la farsa dell’anatocismo (interessi su interessi), abolito e rigenerato, o quella della “commissione sul massimo scoperto” (una corrispettivo distorto dalla prassi in maniera scandalosa) che è stato giustamente abolito e poi sostituito da commissioni delle più fantasiose, tipo DIF (aggio per la messa a disposizione di un fido) o CIV (aggio per coprire velocemente uno scoperto), entrambi ben superiori al corrispettivo abolito.
Tra le cose più dure a cambiare sono i giorni “valuta” e i giorni “disponibilità”; altra necessità è un arbitraggio vero (in caso di controversia) e non quello dell’ABI che è solo una perdita di tempo ed un’offesa al buon senso.
Meno male che il concetto di usura è stato salvato e chiarito legandolo al tasso soglia stabilito da Bankitalia. Anche qui la battaglia sulla contabilizzazione dei costi accessori è ancora aperta.
Ora le banche minacciano i correntisti con il rating e la black list; il primo per determinare il peso degli interessi, la seconda per indurre i clienti a non discutere troppo pena la segnalazione invalidante alla Centrale Rischi.
Nel sistema creditizio la magistratura ha fatto e farà azione di calmieramento e trasparenza che la politica non ha avuto la forza, il coraggio e l’attenzione di fare. Smascherando i tanto proclamati “Patti Chiari”, “Codici Etici”, “Carte d’Integrità”, , “Codici di Comportamenti” attestati di propositi di buone maniere, cimiteri di intenzioni rimaste nei sogni di ritrovare la strada giusta.
I successi della rete legale COMITAS e degli esperti che riqualificano gli estratti conti per estrarre tutte le magagne nascoste ne sono la testimonianza concreta. Recuperare il maltolto dalle banche è una delle soddisfazione maggiori che possa capitare ad un piccolo imprenditore; risultato ritenuto ancora oggi impossibile ma mai come oggi possibile.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

Menu Title