Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

INNOVAZIONE VERA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La PA – Pubblica Amministrazione dovrebbe avviare un programma ampio e sistematico di introduzione al digitale. Gli obiettivi sono molteplici; il principale è comunque creare una omogeneizzazione procedurale e una conseguente maggiore identità operativa dei singoli Uffici.
Come noto, il digitale è una grande opportunità ma è anche una sistema complesso: la sfida non è solo tecnologica, ma anche (e talvolta soprattutto) organizzativa e formativa, oltre che naturalmente strategica.
Per mettere sotto sicurezza i benefici da conseguire, va in particolare presidiato il cosiddetto “ultimo miglio” organizzativo. Troppo spesso – infatti – i progetti vengono lasciati sole nelle mani dei tecnici (non solo nella conduzione ma anche nell’ideazione) e, per questi motivi, la percentuale di insuccessi sta crescendo in maniera preoccupante.
Una recente ricerca della multinazionale della consulenza McKinsey fatta insieme all’università di Oxford ha messo in luce numeri molto preoccupanti: circa il 50% dei grandi progetti IT mancano in maniera significativa i risultati. Nella media questi progetti ottengono il 56% in meno di quanto promesso e in generale ritardano del 7% oltre a costare molto di più di quanto previsto. Se poi da questo elenco si tolgono le aziende “virtuose”, quelle cioè con una grande storia di competenze IT alle spalle, questi valori crescono in maniera significativa.
Per questi motivi – in tempi recenti – una nuova generazione di top manager sta con forza riprendendo in mano il tema digitale, considerandolo uno dei temi strategici della trasformazione digitale. Degno di nota non è solo la rilevanza dedicata al tema (priorità n.1), ma il fatto che il tema stia diventando essenziale per i manager gestionali oltre quelli (o meglio, prima di quelli) informatici, mettendo in luce una sorta di rispetto e timore reverenziale verso una trasformazione che può davvero cambiare pelle al sistema; è infatti diventato fondamentale – per i manager apicali – capire, prima, (conoscendo per esperienza diretta) per guidare consapevolmente, dopo, le trasformazioni che il digitale rende possibile, integrandole con il dovuto equilibrio e la necessaria misura.
L’Agenda digitale è una grande occasione non solo di modernizzazione e di standardizzazione di procedure e comportamenti ma anche di ripensamento strategico-organizzativo.
Iniziative di digitalizzazione, se integrate con progettualità e finalità innovative – possono competere a pieno titolo per accedere alla massa di risorse che l’Europa ha messo a disposizione per i progetti innovativi, legati non solo al digitale ma alla facilitazione e supporto delle aggregazioni di imprese. Infatti le applicazioni digitali per le piccole imprese e i progetti “fra reti di imprese” sono – per la loro rilevanza – sempre più supportati dalla Commissione Europea e i progetti migliori verranno in parte finanziati “a fondo perduto” dalla politica di coesione 2014-2020 (e anche da specifiche iniziative nazionali o locali).
Un certo uso del digitale (e il conseguente ripensamento dei processi e modelli organizzativi) rende infatti possibile la costruzione di un “Sistema a Rete” molto più efficace, in grado di erogare servizi prima considerati infattibili, e oltretutto con costi di gestione significativamente più bassi rispetto alla situazione “pre-digitale”.
Ma ciò richiede non tanto (o perlomeno non solo) di automatizzare l’attuale ma di ridisegnare la macchina operativa per cogliere al massimo i benefici ottenibili dal digitale, pur mantenendo, ovviamente, le regole e gli accordi più “delicati “ che la natura e la storia di ogni singolo Ufficio richiede.
Chi decide deve dunque entrare maggiormente negli obiettivi e nella dimensione strategica del progetto di digitalizzazione per assicurarne sia il corretto indirizzo sia presidiare gli aspetti più critici dal punto di vista realizzativo che derivano dagli effetti trasformativi sul sistema operativo aziendale. In particolare il corretto indirizzo di ogni progetto – che va oltre la definizione dei contenuti tecnico-operativi – dovrebbe avere due precise finalità:
• cogliere le opportunità strategiche (e di riduzione-costi) tipiche di un progetto di autentica “trasformazione digitale”;
• identificare gli elementi che consentiranno – in una fase di successiva – di coprire una parte dei costi del progetto partecipando a uno dei bandi della nuova programmazione economica europea;
• agire in maniera “irrituale”, cioè cambiando la prospettiva e la logica delle verifica preliminare per la determinazione delle esigenze (che il digitale potrebbe soddisfare) e dei punti di attenzione da presidiare nel progetto informativo
• analizzare – a livello internazionale – i casi di successo nell’applicazione del digitale in casi analoghi e assimilabili;
• analizzare le call/bandi europei più pertinenti e identificazione di un primo gruppo di potenziali partner – componente necessaria per partecipare ai bandi europei;
• identificare preliminarmente gli elementi aggiuntivi del progetto per renderlo idoneo al partecipare alla tipologia di bandi identificati;
• organizzare momenti educativi collettivi sulla cultura del digitale (i trend, le dimensioni problematiche, le opportunità, le pratiche digitali più diffuse) per le figure apicali – sia manageriali professionali.
Una volta volta identificato l’ambito più interessante e promettente, si potrà – in una fase successiva – puntare a un bando specifico mettendo in opera tutte le attività necessarie previste da quel tipo di bando (scrittura del progetto secondo i format comunitari, coinvolgimento di partner europei, …)

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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