Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

LA CRESCITA TURISTICA MANCATA

Venti anni fa l’Italia era prima al mondo per numero di turisti. Oggi siamo quinti, quasi sesti. Perché? Perché nel secondo dopoguerra tutti pensavano alla ricostruzione e all’industria manifatturiera; l’Italia con le sue doti naturali non poteva che avere il primato.

Poi i servizi in genere, in particolare quelli del turismo, nell’economia moderna si sono organizzati in maniera manageriale e sviluppati con azione sistematica. Noi l’abbiamo fatto poco e male, lasciando le individualità penalizzate dalle carenze della Pubblica Amministrazione polverizzata in poteri locali (Regioni e altri).

Le doti naturali le abbiamo sempre, siamo ancora in testa per siti Unesco; mentre l’agroalimentare ha fatto passi da gigante, le strutture alberghiere sono rimaste carenti nella fascia elevata (abbiamo pochi alberghi 5 stelle, frenati da quell’ambientalismo cieco che ha lasciato le coste all’abusivismo mentre impediva la costruzione di resort di lusso), la gestione dei beni culturali è rimasta indietro per eccessivo conservatorismo e inadeguata valorizzazione delle Sovrintendenze. I siti Italia.it e Veribello.it non sono all’altezza tanto degli obiettivi quanto delle spese sostenute per realizzarli.

Il turismo cresce nella sinergia per la migliore accoglienza, fatta non solo di strutture; occorrono sistemi informativi sulle animazioni territoriali e culturali, occorrono offerte innovative di arte, percorsi integrati con l’enogastronomia. I visitatori alle Mostre, organizzate con il dovuto spirito imprenditoriale, hanno superato quelli ai musei. Il complesso dello Smithsonian di Washington ha tanti visitatori quanti tutti i musei italiani. Il primo museo in Italia è quello Vaticano che non è italiano. Cosa fare?

Serve l’integrazione fra le diverse opportunità, fare sistema tra arte, agroalimentare e accoglienza; il turismo come centro di coordinamento e ottimizzazione. Serve sopratutto legare il territorio e le sua produzione anche artigianale al percorso turistico sopratutto culturale.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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