Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

LA POLITICA SENZA ORIZZONTI

Il dibattito che anima la politica si ferma al contingente e alla minutaglia, a problemi infarciti di polemica e populismo; nessuno affronta, oggi, le vere questioni dove radica il futuro, esattamente come non sono state affrontati ieri.

La democrazia ha questo limite, aggravato dal consumismo: la politica cerca il consenso sapendo bene che i risultati immediati valgono molto di più di quelli futuri; è sempre meglio “un uovo oggi che una gallina domani”. Chi porta lacrime e sangue nel nome del futuro non viene eletto; chi promette molto e subito, facile per tutti, ha più possibilità.

Eppure almeno sei questioni sono evidentemente già entrate nel vivo e non sembra si voglia concretamente intervenire. Non risolverle o non cominciare a risolverle significa bruciare il futuro; finché la crescita era continua e creava opportunità allargate, si potevano pure rinviare le soluzioni.

Gli scenari aperti dalla globalizzazione, dalla invadenza della finanza nella politica, dall’innovazione tecnologica hanno cambiato il mondo e lo cambieranno sempre di più; il potere non sarà democratico ma plutocratico, perché i potenti saranno sempre più ricchi, controlleranno la finanza, la tecnologia e l’informazione, muoveranno la politica come burattinai; sempre meno ricchi ma più ricchi, poveri sempre di più ammassati nella previdenza sociale.

Non ci sarà lavoro per tutti; solo lavori altamente qualificati o di bassa manovalanza rimarranno disponibili; la classe media continuerà ad assottigliarsi; gli scompensi sui consumi e il logoramento della coesione sociale daranno luogo a nuovi conflitti.

I popoli benestanti, sviluppati, sono più vecchi (peso pensionistico) e malati  (peso sanitario), meno fecondi (denatalità), tendenzialmente egoisti. I popoli disagiati attiveranno immigrazioni di massa che generano  ulteriori conflitti, ancora inimmaginabili.
Il benessere a scapito dell’ambiente sta procurando trasformazioni climatiche, cementificazione o accaparramento di territori, dissesto geologico, insufficienza delle risorse idriche.

Sei problematiche epocali, un contesto non più imminente ma attuale che non trova la dovuta attenzione dalla politica, oltre i convegni e la solita manifestazione propagandistica.

L’azione politica vive alla giornata, alla ricerca spasmodica del consenso, rinviando scelte impopolari e risultati a lungo termine alla prossima legislatura.

Il consenso chiude la porta al buon senso, paralizza le scelte strategiche; questo il lato oscuro della democrazia; non si è voluto dare un contrappeso a questa debolezza nel quadro istituzionale.

Un contrappeso potrebbe essere un organismo super partes, non schiavo del consenso, non subalterno alla politica, non soggetto a “poteri forti” o agli interessi organizzati. Autorevole e credibile, libero da interessi o pregiudizi di parte, capace di rassicurare l’opinione pubblica, dotato di potere di intervenire nei programmi di governo per tutelare il futuro con scelte mirate. Una sorta di Corte Costituzionale che tracci i programmi a medio lungo termine a cui i Governi debbano attenersi.

 

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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