Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

LA SOSTANZA DEL PACCHETTO COMPETITIVITÀ PER LE IMPRESE

Una manovra complessa che presenta diverse ipotesi senza la dovuta concretezza, abituati da tempo a progetti e programmi che rimangono sulla carta.  Si annuncia un pacchetto competitività per le imprese che vale circa 20 miliardi, poi si scopre che verrà attuato in otto anni. Quasi niente per investimenti, quasi tutto in spesa corrente dal vago sapore clientelare, cioè elettorale.

La filosofia della manovra segue «merito e bisogno» insieme a «competitività ed equità». Sembra “tanto fumo e poco arrosto”.

Cominciamo con la riduzione delle tasse sugli utili (che dobbiamo prima maturare).

Si annuncia la riduzione dell’Ires (società) al 24%, rispetto al 27,5%;  poi artigiani e commercianti potranno accedere ad una tassazione (Iri) al 24% (l’utile non erogato al titolare o ai soci), anziché la tradizionale Irpef con le aliquote che arrivano fino al 43%. Questa misura, che intende favorire la capitalizzazione delle imprese, aggrava il debito pubblico per le minori entrate. Altro vantaggio per le imprese personali in contabilità semplificata: l’imposta si paga per cassa e non all’emissione. Rimaniamo in attesa delle revisione degli studi di settore e la possibilità di compensare i crediti PA con le tasse.

Anche la liquidazione di Equitalia comporta risparmi (interessi e penali ridotte) per le aziende che ancora, però, caricano il debito pubblico.

I bonus fiscali per le ristrutturazioni allargato si limitano agli alberghi.

Per le microimprese in genere qualche rara “Sabatini”, il resto alle imprese maggiori; il Fondo Centrale di Garanzia è sempre meno accessibile a chi non ha numeri consistenti e progetti solidi; sarà pure giusto ma esclude le start up e i piccoli, così come  gli  incentivi per le aziende che investono in ricerca, innovazione e tecnologia.

Alle microimprese poco interessa la nuova edizione della «voluntary disclosure» per il rientro dei capitali detenuti illecitamente all’estero o l’azzeramento delle tasse sui capital gain da investimenti a medio lungo PIR (Piani Individuali di Risparmio). Poco interessa anche il “Competence Center”, il “Salario di Produttività” ed il “Piano Made in Italy” orinatati alle imprese maggiori.

Tirando le somme siamo al solito, niente semplificazioni burocratiche e forfettizzazioni contributive/fiscali che sono le sole ad essere utili per la crescita dei piccoli che sono la vera base su cui si regge il Paese. I vantaggi conquistati ci sono ma risolvono ben pochi problemi.

 

 

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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