Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

MODESTA RIFLESSIONE SUL TERRORISMO

Che c’entra niente la religione islamica? Si tratta di strumentalizzazione di fana-tici squilibrati? Perché fermarsi per le stragi in Europa e non per tutte quelle che accadono altrove?
La base di partenza è il degrado sociale in cui germogliamo le idee di rivincita e di redenzione sociale. Nel mondo arabo i due terzi del Pil è in mano al 10% della popolazione, quella del petrolio. Ogni cento arabi neanche uno vive a livello occidentale, forse neanche uno su mille vive come un benestante americano e uno su centomila vive come gli altri arabi ricchi.
La ricchezza del petrolio avvantaggia pochi e viene protetta da una valanga di armi vendute dall’occidente.
Gli arabi ricchi finanziano sottobanco i terroristi per evitare che colpiscano in casa?
Il terrorismo prolifica anche nel cono d’ombra che oscura chi lo finanzia, lo arma, lo addestra, lo protegge (o meglio evita di colpirlo a fondo), non pensa di tagliargli i viveri e le comunicazioni, non adotta misure di intelligence efficaci perché possibili con le tecnologie esistenti e con i controlli finanziari. Invece della guerra armata perché non adottare con la dovuta efficacia la guerra informatica con cui sterilizzare ogni azione divulgativa ed organizzativa, oltre che finanziaria?
Si preferisce la guerra con l’effetto che i profitti di chi produce armi salgano alle stelle? I produttori di armi non sono arabi, sono occidentali, o russi o cinesi, insomma le grandi potenze.
Diamo tutte le colpe a quel drappello di violenti facinorosi che si organizza armandosi in maniera mediocre ma esagerata per il territorio debole che occupano, reclutando chi ha le stesse caratteristiche. Diventano terroristi perché sono gente anormale (nel senso di profondamente diversa da tutti), esaltata, imbevuta di misticità perversa, di ideali aberranti; il frutto di energie che possono solo incanalarsi nel male, tanto la società araba è chiusa e irrigidita da costumi e dottrine ben diverse dai costumi e dalle dottrine occidentali, dove c’è una libertà ed una mobilità ben diversa (anche se alquanto imperfetta) e dove le donne contribuiscono enormemente al benessere. Chi è “diventato occidentale”, cioè di seconda o terza generazione, evidentemente non si è integrato bene o, come in altre realtà di terrorismo, contesta “il mondo i cui vive” adottando partiche più che violente.
Sono persone per lo più fragili e vulnerabili, attratte dalla vertigine perversa di quel mondo estremo, una ribellione attraverso una religiosità con cui contestare il proprio mondo e mettersi in mostra, sentirsi realizzati abbracciando esperien-ze radicali, aggredendo con la violenza ciò che non riescono ad avere, come identità che funziona; oggi entrerebbero nelle Brigate Rosse o nella banda Baader-Meinhof
Colpiscono anche l’occidente perché non riescono a farne parte, come in fondo vorrebbero. Falliti allo sbaraglio che trovano senso per la loro vita uccidendo persone inermi, nascondendosi dentro buche, nel nome di un dio che non esiste, che pregano solo per avere una voce.
Non solo uccidono; predano e sfruttano i più poveri, violentano le donne degli altri; corrompono vendendo sottobanco il petrolio che rubano, i beni che razziano, compresi quelli storici ed archeologici.
Per concludere sono anche frutto dell’ipocrisia occidentale, della pigrizia meschina del benessere, in parte dovuto anche agli errori storici commessi e alle connivenze egoiste perpetrate nel tempo, in danno degli stessi popoli arabi.
Tiriamo fuori anche le colpe dell’occidente che pretende di esportare la sua democrazia? Una democrazia piuttosto ipocrita che poco interessa la cultura araba. Forse utile solo a poter allungare le mani sul loro petrolio?

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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