Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

QUANDO LA BUROCRAZIA HA RAGIONE

Una delle cause, forse la principale, dell’invadenza delle nostra burocrazia è la diffusa illegalità che ammorba il mercato.  Illegalità generata del carente senso civico dei cittadini, a loro volta condizionato dalle norme complesse e confuse che rendono difficile la trasparenza prima e la sanzione eventuale dopo.

Un esempio concreto? La gestione dei voucher (buoni da 10 euro nominali – 7,5 euro netti – per pagare un’ora di lavoro) con si si voleva semplificare i lavori occasionale e favorirne l’emersione del “nero”.

L’abuso che se ne è fatto ha reso necessario un cambio di rotta; ora diventeranno  tracciabili, dovendo comunicare preventivamente, in via telematica, il nominativo ed il codice fiscale del lavoratore per il quale verranno utilizzati, congiuntamente alla indicazione della data, del luogo e della durata della prestazione.

Una soluzione facile e positiva diventa burocratizzata, quindi complessa e ostativa.

Sono stati troppi i casi di comportamenti scorretti da parte di aziende che si dotano di voucher solo per servirsene in maniera ridotta e occasionale, a copertura di controlli da parte di un ispettore del lavoro; in effetti il lavoratore forniva prestazioni per più ore o più giornate rispetto a quelle dichiarate percependo quindi compensi in parte attraverso buoni lavoro e in parte “in nero”.

I dati parlano chiaro: il dieci per cento dei voucher nel 2015 è servito a pagare un lavoratore che prima aveva un rapporto – subordinato o autonomo – con la stessa azienda. Troppo poco il numero di quasi 1,4 milioni i ‘percettori’ di voucher, con una media di incasso di 633 euro in un anno.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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