Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

SU ROMA PARLIAMOCI CHIARO

Perché Roma pare sconvolta da un inarrestabile declino, incapace di tenere il passo con la modernità, l’innovazione, la qualità infrastrutturale, il mondo giovanile? Per non parlare della illegalità diffusa e della apparente inciviltà a tutto campo! Prima di tutto la colpa è dei romani, ormai in preda ad una maleducazione piuttosto estesa, dall’esagerato amore per se stessi e i propri familiari rispetto agli altri e al bene comune; sembrano quasi schiavi d’indifferenza e faciloneria, abituati come sono ad averne troppa di bellezza e storia, vittime di un “mal comune mezzo gaudio” generato da ineluttabili rendite ataviche, favoritismi e clientelismi, degrado e corruzione, cinismo e menefreghismo, maleducazione e volgarità. Immobile nell’immobilismo, schiavo di prepotenza clientelare. Una città, una capitale in mano ad una classe politico-dirigenziale di povere competenze e scarsi talenti imprenditoriali, abituata ad un reddito “di posizione”, profondamente ignorante e pigra verso il nuovo, diciamo “clericale e papalina”.

Divario di classi, periferie degradate come poche metropoli capitali d’occidente, immobilismo e sterilità creativa, oltre che culturale, sono alcuni dei mali quotidiani che si perpetuano nell’immobilismo della crescita  sociale.

Manca la forza di reagire e non si “elegge” una classe dirigente adeguatamente qualificata, liberata da vincoli clientelari (che solo il  cittadino per bene può fare), per avviare quei cambiamenti economici e sociali fondamentali per un sostanziale miglioramento ed un vero cambiamento. Un territorio anarchico e pieno di fiumi carsici di potere, ambiguo, troppo al limite del criminale e mafioso, che sembra impossibile governare con successo senza un urto violento con la forza dell’Italia intera e forse dell’Europa, senza interventi fortemente impopolari e distruttivi delle frammentazioni incrostate e dalle sedimentazioni.
Nessun candidato, oggi, può vincere senza il supporto di una ribellione morale prima che economica e culturale; perché non può promettere solo sacrifici e pulizia; i cittadini non lo voterebbero a meno che non si rendano conto “aprendo gli occhi e chiudendo lo stomaco” che la malattia si cura con la febbre e le medicine, non con la musica o i pasticcini, cioè che “la svolta” di un programma “lacrime e sangue” accompagnato da regole chiare e controlli severi per il futuro (l’unico che può salvare Roma) possono farla solo loro e nessun candidato. Combattere il malcostume, cercare di ripristinare il decoro e le regole erose ovunque dal consumismo spregiudicato ed egoista non è possibile con le solite promesse, le polemiche populiste o le buone intenzioni; assenteismo e furberie sindacali, evasione fiscale, abusivismo e favoritismi incrociati, prostituzione e lavoro nero bloccano tutto senza una vera e determinata forza d’urto condivisa, implorata dai cittadini, ove divenissero, non si sa come, rinsaviti e consapevoli della drammaticità della situazione.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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