Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

TASSAZIONE CHIARA, TRASPARENTE E CERTA SOLO PER LE GRANDI IMPRESE

Agevolare gli investimenti delle imprese straniere in Italia, creare maggiori certezze per la loro attività, ridurre gli adempimenti tributari ed eliminare le distorsioni nella tassazione delle attività delle multinazionali. Il decreto per l’internazionalizzazione delle imprese per ora si limita a questo, ma è già pronto per un aggiornamento. Tra poche settimane è prevista la conclusione dei lavori dell’Ocse sulla tassazione dei proventi dell’economia digitale. E il governo è pronto a riaprire il decreto varato ieri per inserirci quelle norme che, finalmente, dovrebbero chiudere le porte del paradiso fiscale per i giganti del web come Google, Amazon, Facebook. Imprese che con una pianificazione fiscale estremamente aggressiva e lo spostamento della sede sociale in paesi dai regimi fiscali leggeri (come l’Irlanda), riescono a pagare di tasse, in media, meno dell’1% del proprio, enorme fatturato. Il Parlamento aveva già tentato l’aggancio alle multinazionali del web, ipotizzando alcuni provvedimenti cui però il governo non ha dato corso, ritenendoli inefficaci (si prevedeva ad esempio l’obbligo per queste società di avere una partita Iva in Italia, ma l’Iva non offrirebbe una misura esaustiva del reddito). Poi, nel vuoto normativo, si sono mossi gli ispettori del fisco, contestando ad esempio a Google, l’evasione di cifre molto elevate, con l’accusa di aver abusato del diritto tributario con pratiche di per sé lecite, ma che insieme non avevano altro scopo che pagare meno tasse. L’aggiornamento del decreto sull’internazionalizzazione, con le nuove norme fiscali per la tassazione dei giganti del web dovrebbe arrivare in autunno.

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