TASSI USURAI
Il Decreto sviluppo varato il 5 maggio dal Consiglio dei ministri abroga il comma 4, articolo 2 della legge 198 del 1996 che per stabilire i livelli oltre i quali i tassi di un determinato prestito fossero usurai, prevedeva che questi dovessero superare di oltre il 50% il valore medio dei tassi medi praticati da tutte le banche per la stessa tipologia di operazioni, rilevati ogni tre mesi da banca d'Italia. In base al nuovo Decreto la vecchia soglia antiusura pari a 1,5 volte i tassi medi di sistema sarà sostituita da una nuova soglia calcolata pari a 1,25 volte più una maggiorazione fissa del 4% mitigata con "tetto" di scostamento massimo rispetto alla media di sistema che non può superare l'8%.
In un periodo di tassi di interesse bassi, la norma agevola le banche e punisce i risparmiatori, infatti l'aumento della soglia di usura impatta di più quanto i tassi medi praticati dal sistema bancario sono bassi. Se in precedenza, con la vecchia formula antiusura, era fuorilegge un mutuo fisso a tassi superiori al 7,02% e uno a tasso variabile superiore al 4,185%, con la nuova formula la soglia oltre la quale il tasso è illegale si situerà rispettivamente al 4,185% per i mutui a tasso fisso e al 7,488% per quelli a tasso variabile.
A beneficiare di un minimo ribasso delle soglie di usura saranno unicamente i contratti con i tassi più alti, dunque quelli più cari per i clienti.
Il Decreto sviluppo smantella quindi la legge antiusura del 1996 che aveva inserito il tasso soglia per tipologia di prestiti per determinare il reato di usura, aumentando per legge, in un modo inaccettabile, i tassi di interesse; si tratta dell'ennesimo favore alle banche che in nessun modo risponde alle esigenze delle famiglie e delle imprese che avrebbero necessitato di una revisione della legge 198 ma nell'ottica di una maggiore tutela anche attraverso l'approvazione della legge per combattere il sovraindebitamento, l'inasprimento delle pene per gli usurai e finanziamento certo e continuativo del Fondo di prevenzione usura.
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