50 ANNI DAL 1968

Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

50 ANNI DAL 1968

Corre quest’anno il cinquantesimo anniversario del 1968 che ha visto l’insorgere di una rivolta generazionale contro la “vita borghese, stantia e ipocrita”, partita dalla liberazione dei costumi, guidata da intellettuali privi di misura e realismo che ha demolito il principio di autorità, indebolito le responsabilità, livellato il merito, calpestato i valori tradizionali, modificato il diritto di famiglia.
Una controcultura illusa di spirito libertario, egalitario, velleitario, senza radici e senza progetto meditato, finita presto nella violenza politica degli anni di piombo.
La reazione politica favorì riforme e cambiamenti senza pianificazioni sostenibili, imperniati sulla necessità di recuperare il consenso: sistema pensionistico e sanità pubblica troppo generose, statuto dei lavoratori che sconvolse le fabbriche, politiche salariali disconnesse, pensioni squilibrate e diseguali; si credette di poter vivere sul debito pubblico facile che raddoppiò in dieci anni. Venne rotto l’equilibrio delle compatibilità che avevano creato il miracolo economico, si perse il buon senso che l’aveva accompagnato, il sacrificio, la concretezza.
Un anniversario poco festeggiato, nella consapevolezza che i promotori hanno determinato uno sviluppo viziato e avvelenato. Quelli che volevano il cambiamento lo hanno assoggettato ai propri interessi, mangiando il futuro a discapito dei figli, concretizzando l’eterogenesi dei suoi principi, ancorchè confusi e contraddittori.
I giovani di oggi sono penalizzati da quelli allora scesi in piazza.
Le intenzioni del 68 sono state nella pratica ribaltate, non ha lesionato il capitalismo, semmai ha aperto la strada a quello deteriore, che ha strumentalizzato a proprio vantaggio lo sviluppo, passando dall’etica del rigore all’edonismo di massa, cambiando la centralità della produzione a quella del consumo.
Oggi il bilancio è facile, così come evidente: il sistema si è fermato…al capolinea.
Serve una nuova rivoluzione generazionale che, consapevole dei danni più che dei benefici del cinquantennio trascorso, riporti in carreggiata la crescita debellando i diritti acquisiti senza merito e le clientele organizzate parassitariamente.
Serve una rivoluzione sostenibile per rigenerare gli equilibri di diritti e doveri, meriti e bisogni, interessi privati e pubblici, pari opportunità.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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