Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Micro-Piccole Imprese per la Tutela e lo Sviluppo

ABUSO INSOSTENIBILE

La parola “sostenibilità” è sulla bocca di tutti ma pochi sanno veramente in cosa consista.
Le Imprese cercano di vestirsi in ogni modo di sostenibilità come se fosse una nuova certificazione di qualità. Dall’esame delle attività più ricorrenti descritte dalle Imprese nei loro Bilanci di Sostenibilità, appare evidente che il vero e profondo concetto è raramente centrato.
La maggior parte delle Imprese sfiora appena l’impegno a rendere l’economia sostenibile. Attività marginali di scarso interesse pubblico non bastano  per accreditarsi come sostenibili.
Il concetto di sostenibilità è fondamentale per garantire un progresso non solo compatibile con i limiti del pianeta ma anche per la coesione e l’equità sociale.
Eppure troppi bilanci raccontano di attività dovute per legge o per l’efficienza dell’attività intrinseca. Un abuso che rischia di considerarla una moda, compromettendone la missione.
Si diventa credibili, prima, quantificando il valore economico sottratto al profitto e impiegato in attività off topic per favorire il territorio (sistema ambiente e biodiversità), la società (sistema istituzioni e comunità), il mercato (sistema produzione e consumo); poi rendicontando l’effetto prodotto nel concreto.
Il Bilancio di Sostenibilità deve con chiarezza dimostrare che il profitto generato rispetta il bene comune, concorre al senso civico e opera anche nell’interesse generale; in pratica contribuisce al benessere diffuso, soprattutto per le generazioni future; deve creare valore nel tempo evidenziando come l’impatto generato con le proprie attività avvantaggi (creando valore condiviso) e non svantaggi (eliminando danni, impronte e turbative) terze parti che, direttamente o indirettamente, sono coinvolte.
Importante anche la capacità di innescare un circuito virtuoso in cui la sostenibilità venga posta alla base tanto delle attività produttive quanto delle scelte di consumo; di facilitare tra Impresa e Consumatori (stakeholder, portatori d’interesse primari), un dialogo costruttivo e di reciproco beneficio, per favorire comportamenti virtuosi affinché la cultura della sostenibilità acquisti una prospettiva realistica di successo a tutto campo.
Questo ruolo manca perché i Bilanci di Sostenibilità non sono fatti per il pubblico ma soprattutto per l’Impresa che li redige, per gli investitori e per gli addetti ai lavori; la divulgazione presso Consumatori è irrilevante.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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