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Allarme Squinzi: Tempo scaduto, Governo subitissimo o rischio sociale

“Siamo a tempo scaduto. Il governo non serve subito ma subitissimo perché l’economia reale ha un andamento tale che si deve intervenire subito”. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, a margine della sua visita al Salone del mobile a Milano allerta la politica, anche perché dietro l’angolo c’è un rischio concretissimo: “La situazione è esplosiva, molto seria. Il suicidio di un imprenditore è solo la punta dell’iceberg – ha spiegato il patron della Mapei, aggiungendo – con una disoccupazione generale al 12% e quella giovanile al 40%, non si può andare avanti a lungo senza arrivare a conclusioni violente”.
Un allarme sociale in piena regola, la misura sembra ancora non essere colma grazie all’impasse politica. A ripeterlo a Squinzi le decine di imprenditori cui ha stretto la mano oggi camminando per il Salone del Mobile, “il più importante d’Italia, l’esempio dell’Italia che sa fare”. Un’Italia che vive di export, ma anche un’Italia senza ministro degli Esteri, e che vede una delle sue più grandi imprese, Telecom, che potrebbe finire sotto attacco da parte della cinese Hutchison. “Larghe intese? Servono uomini di buona volontà che abbiano a cuore il Paese” ha spiegato Squinzi. Il problema vero per la nostra economia, spiega Squinzi è far ripartire i consumi, anche per evitare che i nostri giganti siano facili prede per le imprese straniere: “I problemi dell’economia reale vengono prima di quelli istituzionali. Il momento è drammatico sul fronte dei consumi interni, è fondamentale che ci sia un Governo che li faccia ripartire alimentando l’economia reale del Paese” ha spiegato il leader degli industriali.
La ripresa appare un miraggio a Squinzi, forse arriverà nel 2014: “Un miglioramento dell’economia è atteso nella seconda metà dell’anno. Anche perché c’è una recessione generalizzata in Europa, per lo stretto rigore applicato dall’Europa che sposterà la ripresa più avanti. Ma nel 2014 ci sarà una ripartenza”. Quanto grande non si sa però, anche perché “il Paese non è stato governato adeguatamente. Per l’assenza di una classe politica adeguata abbiamo già perso un punto di Pil. I provvedimenti del Governo Monti dalla seconda metà dell’anno scorso sono stati azzoppati e persino bloccati. E a breve ne perderemo un altro punto e mezzo”. Bocciato senza appello anche il provvedimento sui debiti della P.a.: “Il decreto sui pagamenti della P.a. è diluito e complicato, ma rispetto a niente è meglio questo qualche cosa. Ma per la ripresa serve altro”. Anche perché “il montante dei debiti è molto al di là di 120 miliardi, ovvero più di tre volte dei 40 miliardi del provvedimento” aggiunge. Intanto gli imprenditori continuano a suicidarsi, e anche se sono la punta dell’iceberg per Squinzi i numeri fanno paura: secondo Comitas, l’associazione delle microimprese italiane, nel 2012 sono stati più di 500 i suicidi legati a fallimenti, perdita del lavoro, o difficoltà economiche, ed è un fenomeno prettamente maschile, pur aumentando in Italia il numero delle donne imprenditrici.

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Fonte: Notizie Tiscali

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