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Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con ConsumerLab.it

ALLARME TERZO SETTORE: DONAZIONI DIMEZZATE, QUATTRO ENTI SU DIECI IN GINOCCHIO

15.12.2020 CORRIERE.IT – Giovanna Maria Fagnani

Il mondo del volontariato chiede supporto per ripartire dopo la pandemia. Intanto l’aiuto per l’emergenza da parte di aziende, fondazioni e privati ha portato liquidità per 785,55 milioni di euro

È allarme perdite finanziarie, per le non profit italiane. Il 41 per cento prevede una riduzione delle sue entrate superiore al 50 per cento entro fine 2020. E la colpa è, ancora una volta, della pandemia, che ha azzerato, ad esempio, la possibilità di organizzare eventi di raccolta fondi e reso più difficile poter contare sull’opera della rete di volontari. Ma il ruolo delle non profit è cruciale in Italia e un loro crollo andrebbe a danneggiare tutto il sistema di welfare nazionale, già messo a dura prova. Da qui l’appello alla filantropia e alle istituzioni a trovare nuovi forme di solidarietà e sostegno nelle emergenze.

È la fotografia che emerge da «Non Profit/Philanthropy Covid-19 Report 2020», sito e banca dati realizzato da Italia non profit (https://italianonprofit.it/covid-report/) per illustrare lo stato degli enti non profit italiani in relazione all’emergenza sanitaria e gli aiuti a supporto del Terzo Settore messi in campo da fondazioni ed enti filantropici. Qui organizzazioni, aziende, filantropi, semplici cittadini, possono trovare, oltre a esperienze già in atto, una bacheca di opportunità in costante aggiornamento, per progettare strategie e dare il proprio contributo alla discussione. Il sito nasce dall’iniziativa di Italia non profit in partnership con Assifero e poi Compagnia di San Paolo, Fondazione Roche, Fondazione Pittini.

L’indagine, che riguarda i mesi del primo lockdown (da aprile a luglio), ha coinvolto 1.378 enti del non profit. Le perdite finanziarie sono dovute al blocco dei progetti con le azioni, l’annullamento degli eventi aperti al pubblico, la chiusura di servizi convenzionati. E, nel 39 per cento dei casi, le realtà hanno detto che il digitale non è un’opzione praticabile, per la natura delle loro attività. Anche se, d’altro canto, una migrazione verso il digitale c’è stata e, per assicurare il proprio futuro, le organizzazioni contano di investire per implementarlo. Allo stesso modo, l’obiettivo è investire in raccolte fondi e creare riserve finanziarie per eventuali crisi future. Le non profit chiedono di essere aiutate a diffondere una cultura della solidarietà e chiedono più meritocrazia e trasparenza nell’assegnazione dei fondi. Ma la presentazione del report è stata anche l’occasione per dare una fotografia degli aiuti arrivati nel primo lockdown (https://italianonprofit.it/covid-report/mappa-filantropia/): 975 le iniziative per l’emergenza avviate da aziende, fondazioni e privati, per un totale di circa 722 donatori, che hanno portato 785,55 milioni di euro.

Iniziative che si sono concentrate in Lombardia ma non solo. Il comparto più solidale dell’industria è stato quello di banche e assicurazioni, seguono l’agroalimentare, la manifattura, grande distribuzione, moda, chimica. Gli aiuti del periodo di riferimento si sono orientati in favore degli ospedali, ma anche degli enti non profit, la pubblica amministrazione/protezione civile e i cittadini. Non solo donazione di denaro, ma anche di di beni e servizi. «Chi aiuta il non profit sostiene il Paese, investendo nelle organizzazioni che – è un fatto – sono i soggetti che più facilmente si accorgono dei bisogni vecchi e nuovi della gente. La filantropia e i donatori sono parte essenziale di questa ripresa, perché chi sostiene il non profit investe sul futuro di tutti. Per questo servono visione, concretezza e nuove forme di solidarietà e soprattutto la consapevolezza che lo stato in cui versa il Non Profit ci riguarda tutti da vicino» ha spiegato Giulia Frangione, Ceo di Italia non profit. «Covid-19 ha pienamente mostrato le potenzialità che la filantropia italiana ha di fronte: ora la vera sfida è portare a fattore comune le diverse esperienze, fare sistema attraverso la formazione e il dialogo tra organizzazioni, perché fondazioni ed enti filantropici diventino uno dei “motori” per una società più equa e uno sviluppo umano sostenibile» aggiunge Carola Carazzone, segretario generale di Assifero.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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