Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

Aumento Iva: l’allarme di Comitas

Il conto alla rovescia verso l’ aumento dell’ Iva è finito. Dopo l’ apertura della crisi, infatti, scatta oggi l’ incremento previsto per il primo ottobre, che il decreto bloccato venerdì in Consiglio dei ministri avrebbe dovuto posticipare, e l’ aliquota più alta fra le tre in vigore in Italia passa dal 21 al 22%. Per le imprese e per le associazioni di consumatori è una sciagura che provocherà una ulteriore contrazione dei consumi e una nuova strage di imprese, nonostante il calo dell’ inflazione, che a settembre è crollato allo 0,9%, il dato più basso dal 2009. Un anno fa il tasso era il triplo, ma il crollo è un effetto solo apparentemente positivo del congelamento dei prezzi dovuto alla crisi economica, perché indicativo di un’ economia debole. Le stime su quanto ci costerà l’ aumento di un punto percentuale dell’ Iva sono sostanzialmente concordi: 207 euro per Federconsumatori, 209 per il Codacons per nucleo di tre persone che sale a 349 euro per una famiglia di cinque componenti, 200 euro per la Coop. Una stangata che non riguarderà gli alimentari, tutti tassati con aliquote più basse, ma avrà impatto su un ampio paniere di prodotti e servizi di largo consumo come calzature, elettrodomestici, cosmetici, biancheria, parcelle di professionisti, automobili, vacanze, vino, caffè, con un aumento complessivo pari, secondo Coop e Confcommercio, allo 0,4%. «Questo aumento che peserà soprattutto sulle famiglie meno abbienti – sottolinea Coop – colloca l’ Italia tra le tassazioni indirette più alte dei Paesi Ue». I carburanti subiranno un ritocco stimato in 1,5 centesimi per la verde e 1,4 centesimi il gasolio. Un aumento che, secondo Quotidiano energia, può essere paradossalmente considerato un vantaggio per gli automobilisti: il provvedimento accantonato venerdì, infatti, prevedeva un rincaro di 2 centesimi delle accise a copertura del rinvio dell’ aumento dell’ Iva, ma sono prevedibili comunque effetti a cascata a causa delle conseguenze sui trasporti. Coldiretti stima che già oggi il 43% degli italiani utilizzi meno l’ auto a causa del caro-benzina e indica tra le cause del calo dell’ inflazione il taglio del 4% degli acquisti alimentari. Per gli agricoltori della Cia, ormai 13,9 milioni di italiani scelgono di mettere a tavola prodotti a basso costo o acquistano solo nei discount. Complessivamente, secondo Federconsumatori e Adusbef, che definiscono «inattendibile, lontano anni luce dalla realtà» il dato Istat sull’ inflazione, l’ aumento di prezzi e tariffe provocherà un esborso di 1.492 euro a fine anno. «Per bloccare l’ aumento dell’ Iva fino a Natale bisognerebbe ridurre l’ Imu di 2,5 invece che di 4 miliardi, mettendola sulle case di lusso» è l’ idea del ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato. Un’ analisi della Cgia di Mestre indica al vertice della graduatoria degli aumenti i mobili, gli elettrodomestici e la manutenzione della casa: a fronte di una spesa, per queste voci, di 68,5 miliardi di euro, l’ aumento dell’ Iva comporterà un aggravio annuo di 567 milioni. «A subire le conseguenze maggiori saranno i prodotti made in Italy che rappresentano l’ asse portante del nostro manifatturiero – dice il segretario dell’ associazione artigiana, Giuseppe Bortolussi – e il probabile calo dei consumi avrà effetto su una miriade di piccole e medie imprese già oggi in grave difficoltà». Comitas, che associa piccole e micro imprese, parla di colpo di grazia per migliaia di attività a causa di una ulteriore contrazione dei consumi, pari a -3%, con 150 mila posti di lavoro persi nei prossimi mesi e 50 mila esercizi commerciali costretti a chiudere entro la fine del prossimo anno.

Fonte: Il Centro

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