Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

Aziende protestate, record nel settore edile

Che si guardi al Friuli Venezia Giulia o all’ intero Paese, purtroppo la situazione dell’ edilizia, uno dei settori più lungamente e gravemente colpiti dalla crisi, permane molto critica. A livello nazionale, i dati Cerved certificano il triste primato negativo delle costruzioni per quanto riguarda le aziende “protestate”: nel 2012, su 47mila imprese che non sono riuscite a onorare un titolo di credito, alla filiera edilizia-costruzioni appartiene quasi un quarto (11mila) del totale, con un aumento del 9,1% rispetto al 2011. Sempre secondo le statistiche Cerved, i precedenti record negativi, registrati nel 2009, sono stati “bruciati” dall’ ancor peggiore andamento del 2012, che registra – rispetto a tre anni addietro – un brusco +10,2% dei protesti. Ancora un dato Cerved per documentare l’ estrema difficoltà in cui opera il settore: nel 2012 è stato protestato almeno un assegno o una cambiale al 3,4% delle imprese edili non individuali, contro l’ 1,8% dell’ industria e l’ 1,7% del terziario. Pronto commento da parte di Comitas, l’ associazione nazionale che raccoglie le microimprese: chiede di immettere liquidità nel sistema, accelerando i pagamenti, soprattutto della pubblica amministrazione, e diluendo maggiormente le rateazioni fiscali. Neanche a farlo apposta, l’ Ance del Friuli Venezia Giulia, a proposito di inadempienze e inefficienze della pubblica amministrazione, ha levato un ulteriore grido d’ allarme: nel 2012 il sistema regionale degli enti locali non avrebbe speso ben 81 milioni, che avrebbero potuto essere destinati a pagare lavori già eseguiti o opere finanziate già appaltate. Una vicenda pesata assai severamente dal presidente regionale, Valerio Pontarolo, che osserva come «questa grottesca situazione si è verificata non perchè non ci fosse disponibilità, ma perchè la struttura amministrativo-burocratica si è rivelata impreparata». Durante il 2012 – spiega Pontarolo – con il meccanismo della “solidarietà verticale” la Regione Fvg aveva stanziato a favore di Comuni e Province 215 milioni, alla fine dell’ anno 81 milioni erano ancora disponibili. Ma gli enti locali non hanno impiegato queste risorse «per il timore ingiustificato – tuona Pontarolo – di venir puniti dalle regole previste dal patto per chi sfora il tetto di spesa». L’ Ance Fvg chiede allora alla Regione di intervenire con altri 125 milioni in aggiunta ai 90 della Finanziaria.

Fonte: Il Piccolo

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