Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

BABY PENSIONI, PENSIONI DI FAVORE E PENSIONI D’ORO

La legge Fornero è sotto attacco per abbassare l’età della pensione dai 67 anni ai 62 con 38 anni di contributi (quota 100). Da un punto di vista attuariale siamo in linea quando non si scende sotto una media di 25 anni contributivi.
Poi si va all’assalto delle pensioni d’oro, quelle intorno ai 5.000 euro; questo è ingiusto per chi questa pensione se l’è meritata avendo versato i contributi corrispettivi.
Nessuno parla dei baby pensionati nominati a valanga tra il 1965 e il 1990; si parla poco del milione abbondante di persone che percepiscono una pensione che non corrisponde ai contributi versati.
Tutto in regola, hanno approfittato di leggi favorevoli, talvolta quasi ad personam.
Il Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali ha calcolato che abbiamo 758.372 persone che godono di una pensione da oltre 37 anni; in pratica hanno lavorato e contribuito meno anni del dovuto; per ben oltre due terzi sono donne (che vivono di più). Poi contiamo 3.806.297 pensionati da più di 25 anni, cioè quasi un quarto del totale (16 milioni), circa due terzi sempre donne.
Questi numeri fanno impallidire sopratutto i piccoli imprenditori che di pensione vivrebbero alla fame se non avessero risparmiato negli anni con grandi sacrifici.
Una situazione dove non si può far niente; i diritti acquisti non si possono toccare, quindi oggi occorre rimediare agli errori del passato con i sacrifici di chi deve andare in pensione ed i cui diritti devono essere calmierati. Questo intendeva fare la legge Fornero, anche se con eccessiva aggressività. Lo diciamo sempre che continua il malcostume di fare debiti che pagheranno le generazioni successive.

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