Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

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Caos Imu: in migliaia devono rifare il 730

Aumento dell’Iva da scongiurare, questione Imu ancora da risolvere: una doppia grana per il governo, un doppio problema che si aggiunge all’elenco per i contribuenti. Il tempo stringe – manca meno di una settimana alla scadenza dei termini, il 31 maggio – e 5 milioni di italiani non hanno ancora presentato il modello 730 ai centri di assistenza fiscale, mentre altri 100mila devono rifarlo perché hanno già pagato l’Imu sulla prima casa facendo la compensazione nella dichiarazione dei redditi. I Caf tornano a lanciare l’allarme, visto che non c’è ancora una comunicazione ufficiale della proroga al 10 giugno, e manca all’appello il 30% delle pratiche. Il governo avrebbe accolto con un decreto la richiesta di slittamento, legata al rischio di ingorgo provocato dal congelamento dell’Imu, ma non c’è ancora un atto ufficiale. E l’Imu continua ad essere tra i temi caldi all’attenzione del governo, col Pdl che per la prima casa vorrebbe abrogarla tout-court, e il Pd che invece preferirebbe usare i soldi necessari all’abrogazione (circa 4 miliardi, tanto porta l’Imu prima casa nelle casse statali) per evitare l’aumento dell’imposta sui consumi (altri 4 miliardi l’anno, più altri 2 per coprire il mancato gettito della seconda metà del 2013), che senza modifiche di legge dal primo luglio rischia di passare dal 21% al 22%. Di sicuro, le risorse per entrambi i provvedimenti non ci sono. Anche perché sui conti pubblici pende l’effetto di un calo del Pil superiore al previsto. E il Pd propone di evitare un aggravio certo per tutti gli italiani, rimodulando comunque l’Imu che verrebbe cancellata per i ceti medi e le famiglie disagiate.
ICONTI L’innalzamento dell’Iva avrebbe effetti negativi soprattutto per le famiglie meno abbienti e più numerose, dice intanto la Cgia di Mestre, secondo cui l’incidenza percentuale dell’aumento dell’imposta sullo stipendio netto annuo di un capo famiglia peserà maggiormente sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate. Inoltre, a parità di reddito i nuclei più numerosi subiranno gli aggravi maggiori. La Cgia ha fatto due conti: per un single, in base alla fascia di reddito, l’aggravio andrà da 37 a 99 euro, mentre per una famiglia di quattro persone da 61 a 120 euro. Questo perché – per quest’ultima tipologia familiare – l’incidenza percentuale dell’aumento dell’Iva è inversamente proporzionale al livello di reddito: si attesta allo 0,34% su un reddito annuo di 15mila euro, diminuisce fino a toccare lo 0,31% su un reddito di 55mila euro. Man mano che cresce il reddito, in valore assoluto la maggiore Iva annua passa quindi da 61 a 120 euro.Esecondo la Comitas, l’associazione italiana delle microimprese, l’aumento dell’aliquota determinerà, a regime, una stangata per le famiglie fino a 349 euro annui.
Nel frattempo, sul fronte Imu, con una circolare del dipartimento delle Finanze arriva il via libera all’attuazione anticipata dell’emendamento al decreto che sblocca i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione che dovrà essere convertito in legge entro il 7 giugno. Il versamento dell’acconto di giugno dell’Imu potrà essere calcolato in base all’aliquota e alle detrazioni in vigore lo scorso anno ancor prima dell’approvazione definitiva del decreto sblocca debiti, in fase di conversione di legge, che cambia la normativa. Quindi la prima rata, che scade il 17 giugno, si pagherà con aliquote e detrazioni 2012. L’emendamento prevede che si possa calcolare sempre l’acconto sulla base delle aliquote 2012 e vale la regola prevista dallo Statuto del contribuente che blocca le sanzioni «quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria». Quanto ai fabbricati produttivi della categoria catastale D,escluse le banche, il moltiplicatore della rendita catastale è passato da 60 a 65. La circolare specifica che per questi immobili, pur essendo valida la regola del calcolo secondo le aliquote 2012, l’imponibile va determinato tenendo conto del nuovo moltiplicatore. Infine, in caso di separazione legale la sospensione della prima rata dell’Imu vale sia per il coniuge assegnatario della casa coniugale sia per l’altro coniuge non assegnatario relativamente alla sua eventuale abitazione principale.

Fonte: L’Unità

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