Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

UNA CERTEZZA PER IL FUTURO INCERTO

I mercati crescono come sommatoria d’interessi singoli che s’incrociano e si mischiano disordinatamente creando squilibri imprevedibili, alla base della instabilità costantemente in agguato. Il futuro è sempre più incerto e imprevedibile.
Un’analisi teorica, anche con i più sofisticati algoritmi matematici, ignora (non può che ignorare) gli squilibri imprevedibili, alla base della instabilità costantemente in agguato.
Solo la realtà è coerente perché non è soggetta agli squilibri imprevedibili che minano ogni previsione del futuro.
Uno dei fattori di squilibrio è l’innovazione tecnologica, ipotizzabile ma non prevedibile; innovazione tecnologica che genera altre innovazioni sociali ed economiche, sempre ipotizzabili ma meno prevedibili. Un incremento di fattori in gioco da luogo ad una complessità fuori controllo (ai fini delle previsioni). Tanti fattori eterogenei e destrutturabili, a loro volta, rendono possibile l’emersione, successiva alla componente iniziale, di altri fattori prima inesistenti generati dall’interazione di quelli originariamente esistenti.
Le regole base, semplici, sono corrette; quelle complesse non possono interpretare sviluppi lineari, che quindi rimangono imprevedibili. Come la fisica teorica rispetto a quella applicata. Come ogni realtà ha una formula matematica che la rappresenta ma senza poter interagire in una formula universale. Almeno per ora.
La storia del futuro è sempre rimasta distante dalla realtà, salvo casi eccezionali, probabilmente più fortuiti o intuitivi che determinati con processi strutturati.
Le previsioni teoriche devono lasciare il posto agli obiettivi concreti privi di coercizione temporale e di indeterminatezza nel risultato. Obiettivi realistici, che potranno anche adattarsi a cambimenti imprevedibili, ma che rimangono ancorati alla meta realistica, cioè concreta.
Gli obiettivi concreti dell’Impresa moderna devono avere due connotati di base: soddisfare l’interesse di chi li pone insieme all’interesse di chi consente di realizzarli senza averne vantaggio immediato e diretto.
Un primo obiettivo che ha questi due connotati è il principio di precauzione che deve rendere ogni innovazione attenta e ponderata, dovendo preventivamente analizzare gli effetti diretti e collaterali che genera, evitando salti buio; la velocità con cui le tecnologie caratterizzano lo sviluppo va tenuta sotto controllo con attenzione.
Un altro obiettivo che ha questi due connotati è la sostenibilità.
Le azioni svolte per la sostenibilità sono quelle collaterali alla produzione di beni/servizi che hanno effetti sociali, etici ed ambientali, capaci di avvantaggiare (creando valore condiviso) e non svantaggiare (eliminando danni, impronte e turbative) chiunque abbia a che fare con l’attività d’Impresa.
Dette attività devono anche poter innescare un circuito virtuoso in cui la sostenibilità venga posta alla base tanto della produzione quanto delle scelte di consumo. Alla responsabilità sociale richiesta alle attività produttive va aggregata la responsabilità civica di Consumatori
Scopo dello sviluppo sostenibile è quello di “soddisfare i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità di quelle future di soddisfare i propri bisogni”.
L’umanità sta prosperando in maniera accelerata rispetto al passato ma con tendenza polarizzata, irregolare e diseguale, procurando effetti perversi sul Territorio (Ambiente e Biodiversità), inefficienze crescenti nella Società (Comunità ed Istituzioni), squilibri preoccupanti nel Mercato (Consumatori ed Imprese).
La cultura della sostenibilità serve a contrastare la fragilità dei tempi e la vulnerabilità dello sviluppo; emerge con forza la necessità di cercare una crescita qualitativa più che quantitativa.
Infatti la sostenibilità si propone con una missione integrativa al PIL, considerato che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non possono essere esclusivamente di carattere economico. Infatti accade con frequenza che l’aumento del PIL comporti anche l’aumento delle povertà che invece dovrebbe contrastare.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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