Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

Crac commercio, vendite come nel ’90

Italiani ancora con il freno tirato negli acquisti. E il 2013 è stato l’ anno peggiore dal 1990. In dodici mesi il valore delle vendite è precipitato del 2,1%. Un ribasso così non si verificava da oltre vent’ anni, complice anche l’ inflazione. Crescita bassa per i prezzi nel 2013. Più 1,2% che si confronta con l’ incremento del 3% del 2012. Fattore che ha contribuito a deprimere il giro d’ affari. Nemmeno generi di prima necessità come gli alimentari sono riusciti a salvare il commercio. Il settore è andato giù dell’ 1,1%. E l’ ultimo Natale non ha dato i risultati sperati. Dicembre non ha fatto eccezione. Si è chiuso con una perdita dello 0,3%. Con i dati Istat, ieri sono arrivati anche quelli sulla fiducia, sempre dell’ Istituto di via Balbo. Sono di nuovo scettici i cittadini dello Stivale. L’ indice è in calo soprattutto per la situazione personale e familiare. Le reazioni. «Considerando i dati al netto dell’ inflazione, per i consumi il 2013 appare negativo almeno quanto il 2012, che fu l’ anno del record storico del crollo», sostiene la Confcommercio, che tuttavia ritiene che questi dati «non devono spaventare ma costituire uno stimolo» e sollecita «il taglio delle prime aliquote dell’ Irpef a partire già dalla prossima primavera». Anche la Cisl invita a sostenere il reddito delle famiglie. Il segretario confederale Maurizio Petriccioli chiede una «riduzione del carico fiscale». Per Adusbef e Federconsumatori la situazione sarebbe, comunque, ancora più grave di quella rilevata dall’ Istat. «Le famiglie hanno tagliato la loro spesa di 309 euro l’ anno, cioè della metà di quanto spendono in un mese», sostengono le associazioni dei consumatori. L’ ora dei discount. Sono i negozi di vicinato a perdere ancora colpi. I discount, invece, guadagnano posizioni, mettendo a segno un aumento dell’ 1,6% del valore delle vendite. Nemmeno ipermercati e supermercati si salvano. Complessivamente, la flessione è dell’ 1% per l’ intero comparto della grande distribuzione. Ma anche questa volta la crisi colpisce più duramente i piccoli negozi, come le botteghe e gli altri punti vendita di vicinato che perdono il 2,9%. «Dal 2011 al 2013 hanno chiuso i battenti circa 93.500 piccoli negozi, schiacciati dalla crisi economica e dal calo dei consumi operato dalle famiglie», denuncia la Comitas, associazione delle microimprese italiane. No-food, è crollo. Complessivamente, è andata peggio per gli acquisti del non-alimentare, tagliati del 2,7%. La cartoleria è stato il settore peggiore. Nell’ anno nero del commercio ha accusato un crollo di oltre il 4%. Ma tra le rinunce degli italiani figurano anche i farmaci, giù del 2,4%. E poi, proprio a dicembre, mese per eccellenza degli acquisti di giochi, il settore (catalogato dall’ Istat insieme allo sport) ha messo a segno la perdita maggiore (-4,7%), superato solo dalle calzature, scese del 5%.

Fonte: Il Mattino

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