Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

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Credito alle imprese, a novembre -6%

E’ ancora in calo (ininterrottamente dall’ estate 2012) il credito alle imprese da parte della banche. Dalla consueta analisi di Bankitalia si rileva infatti che a novembre le società non finanziarie hanno registrato un calo del 6% dei prestiti ritoccando il minimo storico segnato il mese precedente. In netta flessione anche la componente famiglie che registrano una flessione dell’ 1,5% a novembre sui dodici mesi precedenti. Dai consumatori arriva subito un grido di allarme per la carenza di sostegno alle aziende. «E’ incredibile – sottolinea il Codacons – che imprese e famiglie stiano fallendo ma le banche si tengano i soldi. Se proprio quando gli italiani necessitano di prestiti e di liquidità», avverte l’ associazione, «le banche smettono di fare il loro mestiere di far circolare la moneta e prestare soldi, è evidente che il sistema economico si inceppa». E soffre in modo particolare anche il Nordest, uno dei motori dell’ industria italiana. Secondo la Cgia di Mestre i cali maggiori ad ottobre sono stati registrati a Trieste (-8%), a Rovigo e Trento (entrambe con -6,4% nel mese di ottobre) dove si hanno le realtà produttive più penalizzate. Tra il mese di ottobre del 2013 (ultimo dato disponibile per l’ associazione degli artigiani) e lo stesso mese del 2012 – secondo la Cgia – la riduzione complessiva è stata pari a 6,6 miliardi di euro. In un periodo di incertezza continua e prudenza massima sugli investimenti ad aumentare per le banche è invece la raccolta affidata ai depositi (+6,1% a novembre dal +5,4% di ottobre), mentre restano alte ma si stabilizzano le sofferenze: il tasso di crescita sui 12 mesi dei crediti dubbi è risultato pari al 22,8% rispetto al 22,9% registrato nel mese precedente mentre i tassi d’ interesse sui finanziamenti erogati a novembre alle famiglie per l’ acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,86%, in lieve calo dal 3,90% di ottobre. «Il calo dei prestiti da parte delle banche alle imprese di piccole e piccolissime dimensioni è, purtroppo, ancora più elevato rispetto a quanto rilevato da Bankitalia per le società non finanziarie, e sfiora quota -10% su base annua». E’ quanto afferma Comitas, associazione delle microimprese italiane, commentando i dati diffusi dall’ istituto centrale. «Le banche devono tornare a fare il proprio mestiere e concedere credito agli imprenditori e alle famiglie – dice l’ associazione in una nota -. In una fase di crisi economica come quella che sta vivendo il nostro paese, non concedere prestiti equivale a condannare a morte il mondo della microimprenditoria, con conseguenze negative sul fronte dell’ occupazione. Gli istituti di credito devono riaprire i cordoni della borsa, perchè finora – prosegue Comitas – si sono limitati ad investire il denaro il titoli di Stato redditizi e poco rischiosi, accentuando così la crisi delle piccole e micro attività». Nei giorni scorsi, in anticipo sui nuovi dati relativi all’ ulteriore contrazione del credito, era già intervenuto il ministro Fabrizio Saccomanni con un appello agli istituti di credito e affermando che le banche devono «tornare a erogare finanziamenti all’ economia reale e ad usare la liquidità iniettata anche per attenuare le sofferenze bancarie. Su questi temi speriamo in una normativa di natura bancaria che vada nella direzione di riaprire l’ accesso al credito per Pmi e famiglie».

Fonte: La Prealpina

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