Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

CRESI PESA SU BOTTEGHE. PASQUA DEBOLE. SANGALLI, NO AUMENTO IVA

Gli affari per i commercianti vanno sempre peggio, la crisi ha costretto gli italiani a risparmiare su tutto, mentre sui consumi incombe un nuovo rialzo dell’Iva. In tanti ormai hanno abolito la spesa al negozio sotto casa, alla disperata ricerca delle promozioni. Ecco che a marzo neppure la Pasqua è riuscita a risollevare le vendite al dettaglio, scese secondo l’Istat del 3% rispetto allo scorso anno. L’unico settore che ha beneficiato delle feste è l’alimentare, ma a scapito degli altri comparti, in particolare dell’abbigliamento. Dopo l’uscita degli ultimi dati dell’Istituto di statistica le associazioni dei commercianti rilanciano l’allarme sul rischio “estinzione” per le botteghe di quartiere. Soprattutto si leva un coro di ‘no’ all’aumento dell’aliquota dell’Iva, dal 21% al 22%, che dovrebbe scattare in estate. Per il presidente di Rete imprese Italia e numero uno della Confcommercio, Carlo Sangalli, si tratta di un rialzo da “cancellare”. I numeri dell’Istat intanto non fanno che confermare la forte contrazione della domanda interna. Dalla fine del 2012 la flessione delle vendite al dettaglio, che prosegue ininterrotta da nove mesi, non ha fatto altro che peggiorare. Non hanno prodotto grandi effetti la Pasqua e, soprattutto, la frenata dell’inflazione, dimezzata a confronto con l’autunno scorso. Le festività hanno solo fatto ricomparire il segno più davanti agli alimentari (+2%), a tutto svantaggio dei settori non food, sp piccoli ecialmente dell’abbigliamento (-9%), delle calzature (-8,8%) e dei mobili (-7,4%). Basti pensare che non si sono salvati neppure i prodotti farmaceutici. Ancora una volta a soffrire di più sono i negozi, che hanno registrato una diminuzione degli introiti del 6,6%. Tanto che il Comitas, l’associazione delle microimprese, stima una vera e propria moria per i mini esercizi tipici dei centri urbani: “Ne chiuderanno 50 mila entro il 2013”. Sulla stessa linea Confcommercio, che parla di consumi “in picchiata”, e Confesercenti. Coldiretti sottolinea invece come solo i discount sorridano alla crisi, cumulando un buon bottino proprio grazie alle feste pasquali (-4,8%). Tutti chiedono di nuovo al Governo di rinunciare all’incremento dell’Iva previsto per luglio. Un rialzo che colpirebbe tante voci di spesa, dal vino alle scarpe. A riguardo Sangalli sottolinea: “E’ necessario rilanciare la domanda interna, assolutamente ferma, e per farlo bisogna cancellare l’aumento dell’Iva”. Uno stop che, però, richiederebbe una copertura di circa 4 miliardi.(ANSA).

Fonte: Ansa

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