Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

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Crollo dei consumi, per le botteghe rischio estinzione

Gli affari per i commercianti vanno sempre peggio, la crisi ha costretto gli italiani a risparmiare su tutto, mentre sui consumi incombe un nuovo rialzo dell’ Iva. A marzo neppure la Pasqua è riuscita a risollevare le vendite al dettaglio, scese secondo l’ Istat del 3% rispetto allo scorso anno. L’ unico settore che ha beneficiato delle feste è l’ alimentare, ma a scapito degli altri comparti, in particolare dell’ abbigliamento. Dopo l’ uscita degli ultimi dati Istat, le associazioni dei commercianti rilanciano l’ allarme sul rischio «estinzione» per le botteghe di quartiere. Soprattutto si leva un coro di no all’ aumento dell’ aliquota dell’ Iva, dal 21% al 22%, che dovrebbe scattare in estate. Per il presidente di Rete imprese Italia e numero uno della Confcommercio, Carlo Sangalli, si tratta di un rialzo da «cancellare». Ancora una volta a soffrire di più sono i piccoli negozi, che hanno registrato una diminuzione degli introiti del 6,6%. Tanto che il Comitas, l’ associazione delle microimprese, stima una vera e propria moria per i mini esercizi tipici dei centri urbani: «Ne chiuderanno 50 mila entro il 2013». Sulla stessa linea Confcommercio, che parla di consumi «in picchiata», e Confesercenti. Coldiretti sottolinea invece come solo i discount sorridano alla crisi, cumulando un buon bottino proprio grazie alle feste pasquali. Tutti chiedono di nuovo al Governo di rinunciare all’ incremento dell’ Iva previsto per luglio. Un rialzo che colpirebbe tante voci di spesa, dal vino alle scarpe. A riguardo Sangalli sottolinea: «È necessario rilanciare la domanda interna, assolutamente ferma, e per farlo bisogna cancellare l’ aumento dell’ Iva». Uno stop che, però, richiederebbe una copertura di circa 4 miliardi.

Fonte: Il Mattino

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