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Frosinone, dirigente suicida in ufficio l’azienda ha perso la gara d’appalto

E’ uscito di casa a notte fonda per andare a impiccarsi nella sua azienda, l’azienda a cui aveva dedicato la vita e che ora, dopo tanti anni, rischiava di fallire. Nicola Cestra, 62 anni, titolare della filiale della Dhl del capoluogo ciociaro, è salito su una scala, ha fissato una corda a una scaffalatura, si è passato il cappio attorno al collo e si è lasciato cadere nel vuoto. Ieri mattina, poco prima delle 7, un dipendente ha aperto la porta del capannone, in via Armando Vona 20, alla periferia di Frosinone e si è trovato davanti il cadavere del titolare. Poco più tardi, nella sede dell’impresa è arrivato il figlio Davide, 36 anni, che lavorava col padre e ha cui è toccato lo stesso, devastante, shock. Su un tavolo, due lettere, una per il commercialista e una per Davide in cui l’imprenditore spiegava i motivi del tragico gesto: la sede centrale, probabilmente, non avrebbe rinnovato l’appalto in franchising e la sorte dell’azienda (e dei suoi 32 dipendenti) sembrava segnata.

Un altro suicidio provocato dalla crisi economica, l’ennesima tragedia di una lunga catena di lutti che si sta abbattendo sui titolari delle piccole imprese. Ma Nicola Cestra era riuscito a nascondere a tutti, perfino ai parenti, la sua angoscia. L’uomo viveva solo, nello stesso palazzo del figlio e nessuno, fino al mattino, ha notato la sua assenza.

“Gli stipendi venivano pagati regolarmente, ogni 10 del mese e, a questo punto, mi domando se lo facesse di tasca sua” dice, sconvolto, un dipendente, amico di famiglia “Il lavoro procedeva regolarmente, la cisterna della nafta per i furgoni era sempre piena….Si, tutti sapevamo che c’erano problemi col rinnovo del contratto ma nessuno di noi era preoccupato per il posto di lavoro. Nicola sembrava del solito umore, energico e gentile con tutti, non abbiamo notato il minimo segno di depressione. Oggi abbiamo chiuso per lutto ma da domani ricominceremo a lavorare”. “L’ho visto sabato scorso, mi è sembrato perfettamente normale” ricorda un altro imprenditore che ha l’azienda a poca distanza “ma sapevo bene delle sue difficoltà. In passato, Nicola aveva gestito con la sua azienda in franchising di Latina e Frosinone, con due sedi separate, poi le aveva riunite qui e adesso sembrava che non ce la facesse a tenere aperto. E’ una vittima di questa situazione in cui ci hanno fatto precipitare”. Gli operai hanno deciso di far celebrare una messa per il titolare, nel timore che il funerale religioso (come a volte avviene per i suicidi) non venga concesso.

Sulla tragedia stanno ora indagando i carabinieri del capitano Pietro Di Miccoli.

”Negli ultimi due anni il numero di suicidi di imprenditori e dirigenti in gravi difficoltà è cresciuto in modo esponenziale” commenta, in una nota, il Comitas, associazione delle piccole e micro imprese “Le istituzioni dovrebbero fornire assistenza, anche psicologica a chi si trova in difficoltà per evitare che nel 2013 i gesti estremi continuino ad aumentare. “I politici non si sono ancora resi conto di quello che sta accadendo” incalza David Papa, presidente di Unindustria di Frosinone “E’ arrivato il momento di affrontare le vere emergenze del paese”.

link: http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/02/04/news/frosinone_dirigente_si_suicida_l_azienda_ha_perso_la_gara_d_appalto-51928972/

Fonte: La Repubblica

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