Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

Giù del 37,4% nel 2012 i mutui per le abitazioni

ROMA Un crollo deciso e già annunciato quello del mercato immobiliare italiano nel 2012 ed oggi nuovamente sancito dai dati Istat sui mutui e compravendite che hanno registrato rispettivamente un calo del 37,4% e del 22,6% rispetto all’ anno precedente. Lo scorso anno gli atti dei notai per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con ipoteca immobiliare stipulate con banche o soggetti diversi sono stati 262.470 contro i 419.440 del 2011. La tendenza è proseguita tutto l’ anno e nel quarto trimestre la diminuzione è stata del 30,6%. Ma a dare le dimensioni della tendenza è il raffronto con il 2006, quando i mutui con costituzione di ipoteca immobiliare furono 579.083: nel 2012 sono stati meno di metà, con un -54,7%. Tra le zone, le Isole (-46,9%) e il Sud (-40,5) fanno registrare i segnali di maggiore sofferenza nell’ accesso al credito, rispetto al Nordovest -37,1, al Nordest -35,3 e al Centro -34,5. Per le compravendite, i trasferimenti di proprietà immobiliari sono stati 632.117: -43,2% rispetto al 2006.. Le convenzioni di compravendita di unità immobiliari a uso abitazione e accessori (587.330) hanno registrato, nel 2012, un -22,8% tendenziale, leggermente più marcata rispetto al -19,7% delle convenzioni di compravendita delle unità immobiliari a uso economico. Le Isole -24,5%, il Nord-Est -24,4 e il Centro -23,9 hanno sofferto contrazioni di trasferimenti di proprietà immobiliari a uso abitazione e accessori superiori alla media nazionale, mentre per i trasferimenti a uso economico sono le Isole -30,6% e il Centro -20,9 ad aver fatto registrare le variazioni negative più marcate. «Oramai le banche non concedono più mutui alle famiglie e se lo fanno le condizioni imposte sono gravose, rendendo sempre più difficile acquistare casa in Italia», sostiene il Comitas, associazione delle microimprese, «A ciò vanno aggiunti gli effetti negativi legati all’ introduzione dell’ Imu: non è un caso che il crollo del mercato si sia verificato proprio nell’ anno di introduzione dell’ imposta. Dal 1985 non si registravano valori così bassi sottolinea il Comitas, «Tale situazione determina conseguenze negative per una miriade di piccole imprese dell’ indotto, specie quelle operanti nelle ristrutturazioni edili, che nel 2012 hanno registrato -25% medio del fatturato».

Fonte: Brescia Oggi

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

Menu Title