Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

IL GINEPRAIO DEI SUSSIDI ALL’ECONOMIA

I sussidi possono essere utili strumenti economici, ma molti sono stati identificati come economicamente inefficienti e distorsivi del mercato:

  • i sussidi possono provocare danni ambientali, sia direttamente incentivando un’attività che direttamente danneggia l’ambiente, sia indirettamente riducendo il costo di un’attività che utilizza inputs che impongono un pesante onere sull’ambiente;
  • alcuni danni ambientali sono confinati nel Paese che fornisce il sussidio, ma altri hanno effetti transfrontalieri;
  • i sussidi impongono un onere ai bilanci pubblici e ai contribuenti che risultano particolarmente discutibili quando sono dannosi per l’ambiente, iniqui o inefficienti socialmente;
  • il peso fiscale legato a un sussidio determina che minori risorse siano potenzialmente disponibili per altri scopi pubblici (es. ricerca di energia pulita, innovazione o sicurezza sociale)

Per un sussidio si intende:

  • un trasferimento dello Stato verso un soggetto privato (WTO);
  • un vantaggio in termini di reddito o di costo (OCSE);
  • uno scarto tra prezzo osservato e costo marginale sociale della produzione che internalizzi i danni arrecati alla società; in pratica i contributi, le agevolazioni, gli sconti, i finanziamenti agevolati, le esenzioni da tributi direttamente finalizzati per sostenere un’attività necessarie o di interesse pubblico. Possiamo classificarli in due categorie: diretti (leggi di spesa), indiretti (o spese fiscali); tra questi abbiamo i sussidi impliciti che possono emergere dalla tassazione ordinaria e favorire o incoraggiare comportamenti e scelte di consumo (e produzione) favorevoli o dannosi per l’ambiente.

Possiamo anche classificare ogni sussidio in base al suo effetto specifico: SAF (Sussidio Ambientalmente Favorevole), o SAD (Sussidio Ambientalmente Dannoso). Sono stati stimati per il 2017 161 sussidi per totale 41,1 miliardi: SAF pari a 15,2 miliardi di euro, SAD pari a 19,3 miliardi, di classificazione incerta pari a 6.6 miliardi. Cosa fare per rimuovere i SAD e introdurre, rafforzare ed efficientare i SAF? Tutti riconoscono l’importanza dei benefici derivanti dalla rimozione progressiva degli incentivi, compresi i sussidi, non coerenti con gli obiettivi di sostenibilità, esplorando gli approcci che consentano un migliore allineamento dei sistemi fiscali con gli obiettivi ambientali. Obiettivo di fondo è l’allineamento del sistema fiscale che preveda uno spostamento del peso della tassazione dal lavoro e dal reddito all’inquinamento e allo sfruttamento delle risorse naturali.

Rimuovere o ridurre in progressione i sussidi determina disponibilità da impiegare per la riduzione del debito, ridurre il cuneo fiscale del lavoro qualificato impiegato nei settori meno energy-intensive per favorire la transizione ecologica. Sono stati stimati per il 2017 SAF pari a 15,2 miliardi di euro, SAD pari a 19,3 miliardi, di classificazione incerta pari a 6.6 miliardi; totale 41,1 miliardi. In questa fase occorre, come in ogni altro riposizionamento degli equilibri di spesa, evitare tagli alla cieca, ma riqualificare le risorse orientandole nel rispetto del miglior rapporto costo-beneficio, di valenza sociale oltre che ambientale. Basta sussidi alla cieca, a pioggia, per categorie e modalità indistinte.

Occorre tener presente che molti sussidi classificati SAD aiutano realtà che meritano di essere sostenute. La strada migliore è quella di evitare automatismi che favoriscono speculazioni e abusi; cioè intervenire direttamente e non indirettamente, in maniera graduale e programmata, in modo da consentire all’attività produttiva interessata ad adattarsi per rimanere sul mercato, ove possibile. Sebbene la principale numerosità di misure risieda nei settori “Agricoltura & Pesca” e “Energia” (46 misure ciascuna), seguita dal settore “Altri sussidi” (36 misure), in termini finanziari, il settore Energia resta predominante, rappresentando il 58% dell’ammontare complessivo dei sussidi esaminati con 24,4 miliardi di euro, seguito dall’IVA agevolata (6,1 miliardi di €).

Delle 161 misure analizzate, 75 misure sono da considerarsi SAD e 27 Incerti; la maggior parte dei SAD rientra nei sussidi indiretti ed è costituita prevalentemente da agevolazioni/riduzioni delle accise presenti in particolare nel settore “Energia” (30 SAD fra i sussidi indiretti su 33 SAD complessivi del settore), seguiti dalle aliquote agevolate IVA (17 SAD); mentre per il settore “Agricoltura & Pesca” i SAD sono costituiti prevalentemente da sussidi diretti (10 SAD in sussidi diretti su 11 SAD complessivi del settore). È nuovamente il settore “Agricoltura & Pesca” a registrare il numero più elevato di sussidi incerti (11 sussidi diretti su 13 sussidi incerti complessivi del settore), seguito dal settore “Altri sussidi”, dove gli incerti prevalgono tra i sussidi indiretti (5 sussidi indiretti incerti su 7 sussidi incerti complessivi).

Abbiamo individuato 59 SAF concentrati, nel 69% dei casi, nei settori “Agricoltura & Pesca” e “Altri sussidi”. Nel primo caso, il ruolo preponderante è giocato dai sussidi diretti, mentre nel secondo ritrovano spazio numerosi sussidi indiretti. Questo dato risulta rilevante poiché, in tutte le altre categorie, i sussidi indiretti sembrano essere perlopiù inclusi fra i SAD e gli incerti. Il ruolo principale è giocato dagli interventi – agevolazioni, crediti di imposta – introdotti negli ultimi anni nel settore edile che mirano al recupero, all’efficientamento e alla maggiore sostenibilità dei nuclei abitati e spiegano una simile tendenza “anomala” rispetto al trend generale registrato negli altri settori.

Alcuni esempi:

  • Riduzione della base imponibile ai fini IRPEF e IRES per le imprese che esercitano la pesca;
  • Regime speciale IVA per i produttori agricoli;
  • 56 sostegni all’agricoltura;
  • Differente trattamento fiscale della benzina e del gasolio in Italia;
  • Royalties sulla produzione di gas naturale e petrolio;
  • Esenzione dall’imposta di consumo per gli oli lubrificanti impiegati nella produzione e nella lavorazione della gomma naturale e sintetica;
  • Riduzione dell’accisa per i carburanti utilizzati nel trasporto ferroviario di persone e merci;
  • Deduzione forfetaria dal reddito di impresa a favore degli esercenti impianti di distribuzione carburante;
  • 38 esenzioni/riuduzioni di accise per attività varie;
  • Fondi per ricerca, sviluppo e dimostrazione per il carbone;
  • Agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia elettrica;
  • Riduzione della base imponibile ai fini IRPEF e IRES per il settore marittimo;
  • Contributi per servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci;
  • Deduzione IRPEF del prezzo di acquisto di immobili da dare in locazione;
  • Estrazione del sale dai giacimenti da parte dei privati;
  • Disposizioni in materia di morosità nel servizio idrico integrato;
  • IVA agevolata per acqua e acque minerali;
  • IVA agevolata per oli minerali greggi e oli combustibili;
  • Passaggio da esenzione ad aliquota IVA al 10% per prestazioni di trasporto di persone e dei rispettivi bagagli al seguito.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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