Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

IL MARKETING ETICO

Un mercato senza etica cresce sicuramente in maniera sbagliata e privilegia certamente chi all’etica non dà importanza. In un mercato, dove l’etica è presa in considerazione, la concorrenza è automaticamente leale e la competizione necessariamente costruttiva; quindi, quando è l’etica ad improntare i comportamenti e le scelte, dalla concorrenza e dalla competizione nasce la vera ricchezza, apportando una evoluzione e non una involuzione.
Il marketing etico vuole enfatizzare la responsabilità sociale (social accountability) nell’attività d’Impresa, quindi valorizzare gli aspetti immateriali dell’immagine aziendale, correlati ai comportamenti non direttamente produttivi e non strettamente connessi all’esigenza di funzionalità e redditività, ricchezza e profitto.
Il marketing etico punta ad una piena legittimazione dell’Azienda attivando un percorso di riqualificazione della sua attività tutti rivisitando i processi che influenzano lo sviluppo della Società, uno sviluppo equo, responsabile, compatibile, sostenibile, solidale, partecipato e a misura d’uomo (Sustainomics).
IL marketing etico organizza una sorta di autodisciplina, volontariamente adottata, per perseguire in maniera strutturata il rispetto di alcuni principi, capaci di influenzare i processi decisionali. Sono principi non contemplati da norme giuridiche, contratti sociali o civilistici, pattuizioni sindacali, ma frutto di una libera scelta.
Il marketing etico stimola un processo di riflessione critica sui comportamenti dell’Azienda e la coinvolge nell’impegno a sviluppare, mantenere e rafforzare politiche esterne e procedure interne corrette (norme sul lavoro, la sicurezza, la salute e l’ambiente); la rende attenta al rispetto dei diritti dei consumatori, non la lascia indifferente alle aree di disagio, la interessa nelle attività e nei beni culturali.
Il marketing etico rappresenta lo sviluppo del marketing sociale, dove si è cercato di devolvere risorse a scopi umanitari o culturali; la differenza sostanziale è che l’Azienda non si apre al Consumatore e non assume impegni oltre quelli di erogare fondi; la differenza “bruta” è che con l’investimento sociale l’Azienda si limita al mecenatismo (in molti casi per mettere a tacere la propria coscienza, espiare le proprie colpe produttive); l’investimento etico vuole incidere direttamente e partecipare fattivamente alla soluzione dei problemi, adottando comportamenti trasparenti e corretti, assumendosi responsabilità, mantenendo gli impegni ed altro. Dalla beneficenza ad uno stile di vita. Oltre la ricchezza materiale quella sociale del benessere diffuso da una migliore qualità della vita.
Il marketing etico quindi raccoglie il marketing sociale, culturale, artistico, sportivo e simili; cioè identifica tutte le promozioni e gli accreditamenti aziendali che non comportino attività economiche immediate o che diano profitti diretti, che non comportino cioè effetti sulle vendite direttamente. Si tratta allora di attività immateriale che ha effetti solo sull’immagine aziendale e sul suo spessore, sulla sua percezione non esplicita.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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