Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

IL PIL ITALIANO E IL POLLO DI TRILUSSA

Come diceva Trilussa (primi del novecento) la statistica può essere ingannevole, consentendo pericoli intepretativi: se uno mangia due polli e un’altro no, per la statistica ne mangiano uno a testa.
Questa osservazione vale per tutto.
In economia possiamo prendere forti abbagli.
Il PIL dell’Italia è fermo; non per tutti. È la media di chi cresce e chi decresce. È la media di che guadagna e chi perde. Purtroppo chi decresce e perde riceve di più di chi cresce e guadagna; in termini di contributi, agevolazioni, sussidi vari e, anche, evasione fiscale e contributiva.
Questo è il punto davvero importante di cui la politica economica deve tener conto, liberandosi dai soliti protezionismi clientelari.
Occorre avere il coraggio di sostenere chi ha la possibilità di crescere, creare nuovo Pil e nuova occupazione, piuttosto che tenere in vita carrozzoni inefficienti o fuori mercato.
I soliti problemi denunciati fino alla noia danneggiano chi non è all’altezza di competere: burocrazia asfissiante, fisco pesante, infrastrutture carenti, scarsa innovazione, criminalità e corruzione persistenti… e così via. Nonostante questi ostacoli una parte del Paese va vanti nel fatturato, nell’occupazione, nell’esportazione. Non fanno parte del diffuso senso di declino, ne limitano l’affermazione irreversibile che la politica non riesce a fermare cercando il consenso a caro prezzo, cioè proteggendo parassiti, incapaci, privilegiati e, soprattutto fasce improduttive.
Invertire il declino significa invertire questa politica, girando risorse a favore di attività moderne, innovative, competitive, gestite con competenza e sostenibilità.
Un primo passo evidente è quello di alleggerire lo Stato imprenditore e preferire solo l’efficienza e la competitività, insieme all’interesse pubblico. La decozione è ben presente in molteplici aziende pubbliche, inutili, inefficienti, improduttive.
Importante è non far pagare ai lavoratori le scelte necessarie e investire sul ricollocamento qualificato.
Importante è non mettersi a contrastare invece la parte sana, produttiva del Paese con azioni sbagliate, come il contrasto all’Europa o ulteriori spese che non puntano allo sviluppo.
Importante è il contrasto alla povertà con il lavoro e non con sussidi fini a se stessi.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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