Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

LE SOLITE BANCHE, c’ è la crisi e loro stringono i cordoni della borsa

Meno prestiti alle famiglie, meno alle aziende. Questo è il dato che emerge dalle cifre diffuse dalla Banca d’ Italia sui bilanci degli istituti di credito. Nonostante i loro forzieri siano pieni di quattrini, anche grazie agli enormi regali che hanno ottenuto dall’ Europa, le banche italiane continuano a tenere stretti i cordoni della borsa in un momento in cui le aziende e le famiglie, a causa della crisi economica, avrebbero più bisogno di un sostegno. Infatti i prestiti al settore privato hanno registrato una contrazione su base annua del 4,3 per cento (3,7 per cento a ottobre). I prestiti alle famiglie sono scesi dell’ 1,5 per cento sui dodici mesi (-1,3 per cento nel mese precedente); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 6,0 per cento (-4,9 per cento a ottobre). Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze è risultato pari al 22,8 per cento (22,9 per cento a ottobre). I tassi d’ interesse sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’ acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,86% (erano il 3,90% a ottobre). I tassi d’ interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a un milione di euro sono risultati pari al 4,38% (il 4,47% nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia al 2,76% (il 2,84% a T dati diffusi da Banldtalia certificano che gli istituti di credito italiani, che hanno i forzieri pieni di quattrini, non concedono prestiti alle famiglie e alle aziende ottobre). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,99 per cento, come nel mese precedente. Secondo Comitas, l’ associazione delle microimprese italiane, il calo dei prestiti da parte delle banche alle imprese di piccole e piccolissime dimensioni risulterebbe, purtroppo, ancora più elevato rispetto a quanto rilevato da Bankitalia per le società non finanziarie, e sfiorerebbe quota -10% su base annua. «Le banche devono tornare a fare il proprio mestiere e concedere credito agli imprenditori e alle famiglie – ha affermato l’ associazione – In una fase di crisi economica come quella che sta vivendo il nostro paese, non concedere prestiti equivale a condannare a morte il mondo della microimprenditoria, con conseguenze negative sul fronte dell’ occupazione. Gli istituti di credito devono riaprire i cordoni della borsa, perchè finora si sono limitati ad investire il denaro il titoli di Stato redditizi e poco rischiosi, accentuando così la crisi delle piccole e micro attività». Per il Codacons il governo «dovrebbe intervenire seriamente per riformarle, aumentando la concorrenza nel settore, eliminando, ad esempio, balzelli anacronistici come le commissioni di istruttoria veloce e riducendo privilegi assurdi, come i compensi d’ oro ed i super bonus dei banchieri, che dovrebbero essere decisi dagli azionisti e non dai consigli di amministrazione. Inoltre vanno vietati bonus in caso di acquisizioni e vendite, onde evitare conflitti di interessi».

Fonte: La Padania

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