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L’ITALIA NON SA ACCREDITARSI IN EUROPA NEL MODO GIUSTO

I titoli illiquidi, meglio conosciuti come tossici, che ristagnano nel bilanci delle banche europee, sono quasi 7.000 miliardi; tre quarti di questi appartengono a Banche francesi e tedesche.
Si tratta di titoli atipici, opachi, senza un mercato ufficiale dove trattarli, senza valore accertato ma stabilito unilateralmente dalle Banche che li possiedono, quindi fuori controllo da parte della Vigilanza.
Se le Banche dovessero vendere questi titoli oggi, subirebbero perdite tali da far schizzare lo spread dei due Paesi a livelli incontrollati.
Una mina pesantissima che grava proprio in Paesi che sono considerati esempi di solidità e affidabilità.
Come mai le Banche italiane e l’equilibrio finanziario dell’Italia sono sotto pressione solo perché contano analoghi titoli inquadrati come NPL (crediti deteriorati) per circa il 5% di quella somma? Un rischio risibile rispetto a quello di Francia e Germania.
Un mistero che la nostra debole rappresentanza politica non riesce a svelare.

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