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Mattone italiano in caduta libera, ripresa solo da metà 2014

Il crollo del mercato immobiliare italiano non è un segreto né una novità, ma i dati diffusi dall’Abi (Mercato residenziale: la “casa italiana” allo specchio) una volta di più fanno rendere conto dell’emergenza. Nel 2012 sono scese a poco più di 448 mila le compravendite, ben 150 mila in meno rispetto all’anno precedente (-27,5% annuo) e ai livelli di circa trent’anni fa. E nonostante il calo dei prezzi il settore non accenna a riprendersi, per non parlare delle attività dell’indotto, che hanno registrato cali che, secondo l’associazione Comitas, sono quantificabili in un calo tra il 25 e il 30% del fatturato. Sempre secondo Comitas, i responsabili di questo tracollo sono due: il pagamento dell’Imu e l’atteggiamento delle banche, restie a concedere mutui.
Sia così o meno, il trend discendente del mattone italiano era stato anticipato dalla ricerca dell’Ufficio studi Tecnocasa diffuso nei giorni scorsi, che ha confermato come la tassa sulla casa abbia generato non poco disorientamento nei potenziali acquirenti di case, sia per vacanze sia per investimento, sia semplicemente a scopo abitativo.
Dal 2011 al 2012, secondo Tecnocasa, si è registrata una contrazione delle compravendite residenziali del 25,8% con 444.018 transazioni, ben lontane dai picchi del 2006, ma vicine ai volumi della seconda metà degli anni ’80. Nelle grandi città la contrazione media delle compravendite è stata pari al 22,4%.
Quanto ai prezzi, la distanza tra la capacità di spesa (determinata dalla combinazione di minore capacità di risparmio e riduzione del credito) e le richieste dei venditori, unita alla maggiore offerta di immobili sul mercato hanno determinato una contrazione dei valori immobiliari e un aumento delle tempistiche di vendita. Infatti i prezzi nel 2012 hanno segnato per la prima volta un calo a due cifre: -10,5% nelle grandi città, -11,1% nei capoluoghi di provincia e -11,6% nell’hinterland delle grandi città. I tempi di vendita sono ancora lunghi (183 gg nelle grandi città, 207 gg nei capoluoghi di provincia e 209 gg nell’hinterland delle grandi città).
Anche l’anno prossimo le cose non andranno certo meglio, almeno nella prima metà dell’anno, mnetre nella seconda parte potrebbero esserci segnali di ripresa legate alle nuove opportunità di acquisto che si verranno a creare. A livello nazionale la discesa dei prezzi sarà compresa tra -6% e -4% con compravendite attorno a 410 mila. Nelle grandi metropoli ci si aspetta una tenuta delle aree centrali, mentre è più difficile che questo accada nelle zone con immobili di qualità bassa, come certe zone popolari e periferiche.

Link: http://www.finanzaoperativa.com/mattone-italiano-in-caduta-libera-ripresa-solo-da-meta-2014/

Fonte: Finanza Operativa

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