Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

Microimprese costrette a evadere

Qualche giorno fa l’aveva detto il vice-ministro piddino Stefano Fassina provocando un vespaio di polemiche: ad un convegno della Confcommercio, toccando il tasto dolente della pressione fiscale, aveva parlato di «un’evasione di sopravvivenza».
Ieri è toccato a Comitas, associazione di microimprese promossa dal Codacons (una delle associazioni dei consumatori) e presieduta da Francesco Tamburella, ribadire il concetto: per molte, troppe microimprese, una delle fonti di finanziamento, accessibile e immediata, è la «ponderazione» fiscale, ossia pagare secondo possibilità e non secondo scadenza. L’associazione, come del resto aveva fatto lo stesso Fassina, ha poi precisato di non voler «giustificare nè assolvere l’evasione, limitandosi a segnalare l’esistenza» del fenomeno.
Singolarmente nelle argomentazioni addotte per descrivere, e non giustificare, il fenomeno, le parole di Fassina e di Comitas sembrano sovrapporsi.
«Senza voler strizzare l’occhio a nessuno – aveva detto Fassina – senza ambiguità nel contrastare l’evasione, ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono mol-ti a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno». Insomma questa «evasione da sopravviven- za», «non è una questione di ca- rattere prevalentemente morale», come vorrebbero certi stereotipi di sinistra; piuttosto dipende da una «pressione fiscale insosteni- bile», perchè «c’è una relazione stretta tra la pressione fiscale, la spesa e l’evasione». Comitas suona una musica pres- soché identica. Il fatto di «essere costrette a mancare la puntualità fiscale, per non fallire o non paga- re i dipendenti, è la prova eviden- te del grave stato di sofferenza dell’imprenditoria e non certo di un’immorale abitudine speculati- va.
Invece di gridare al moralismo di facciata, sarebbe bene – afferma Comitas, che ha effettuato una ri- cerca sull’argomento – che politi- ci e burocrati prendessero atto della realtà e trovassero soluzioni alternative per evitare che debba essere proprio lo Stato, tramite Equitalia, a decretare il fallimento e la fame di tanti piccoli im- prenditori, aggravando ulterior- mente la crisi».
Per molte micro-aziende l’evasio- ne rappresenta insomma l’ultima spiaggia per sopravvivere, una sorta di «giustizia fai da te», con- siderata l’insostenibile pressione fiscale, l’inefficienza della Pa, le restrizioni del credito e i ritardi nei pagamenti. Nel dettaglio, il 42% delle microimprese si dichiara «tentata» dalla «ponderazio- ne» fiscale – spiega l’associazio- ne – poche ammettono l’evasione e quasi nessuno ha ben chiare le strade dell’elusione.

Fonte: Prealpina

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