Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con ConsumerLab.it

MOLTE PMI MOSTRANO SEGNALI DI RIPRESA, MA PERSISTONO DIVERSI FATTORI DI RISCHIO

Nonostante i segnali positivi che si stanno registrando, accanto ai rischi e alle vulnerabilità preesistenti sono emersi di nuovi. Nonostante la portata dei sostegni messi a disposizione dai governi, essi si sono rivelati meno efficaci nel raggiungere i lavoratori autonomi, le imprese più piccole e giovani, le donne e gli imprenditori delle minoranze, ampliando così le disuguaglianze preesistenti.
Inoltre, ci sono preoccupazioni circa l’indebitamento delle PMI e la loro capacità di promuovere la ripresa, se le misure di sostegno venissero revocate prematuramente. Questo potrebbe generare una potenziale ondata di fallimenti, che avrebbe effetti duraturi sull’economia.

Il ritmo della ripresa dipenderà anche dalla capacità delle PMI di accedere a fonti di finanziamento appropriate e diversificate. In questo contesto, le tendenze globali emergenti nella finanza sostenibile, con l’obiettivo di incorporare considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) nei piani di investimento, stanno rapidamente diventando mainstream. Questo solleva nuove opportunità per le PMI in grado di dimostrare la performance ESG, specialmente agli investitori, ma anche sfide per quelle imprese che non sono in grado di farlo.

La pandemia potrebbe, inoltre, portare a una riconfigurazione delle delle catene di fornitura internazionali (o GVC, dall’inglese Global Value Chain) e degli investimenti. Anche se non esportano direttamente, molte PMI saranno interessate da questi cambiamenti nelle GVC, attraverso le loro reti di acquirenti e fornitori.

A seguito dei lockdown imposti in molti Paesi, e le relative ripercussioni sulla domanda e sull’offerta di beni, molte piccole imprese hanno risentito per le carenze di prodotti e la volatilità dei prezzi. Quelle catene del valore in cui gli input erano difficili da sostituire sono state colpite in modo particolarmente duro, rendendo la specializzazione (precedentemente una risorsa per molte PMI, che avevano integrato con successo le GVC prima della crisi) una fonte di vulnerabilità. Questo ha messo in luce l’importanza di avere Supply Chain resilienti, sottolinea il rapporto, ma costruire la resilienza richiede una certa diversificazione nell’approvvigionamento e una strategia, che è più difficile da adottare per le piccole imprese.

Questi cambiamenti, inoltre, potrebbero spingere le grandi multinazionali a investire in diverse aree geografiche, creando nuove opportunità, ma anche nuove sfide per i territori che vedranno diminuire questi investimenti. In alcuni Paesi e regioni, la crisi ha anche riacceso i dibattiti sulla sovranità industriale, con alcuni stanno sviluppando strategie di reshoring, costruite intorno alla resilienza di PMI e industrie strategiche.

Mentre l’accelerazione dell’adozione del digitale da parte delle PMI è un fenomeno positivo, che aiuterà a colmare i divari di produttività di lunga data, il suo ritmo ha anche lasciato molte piccole imprese vulnerabili agli attacchi informatici.

Non va dimenticato, aggiunge il rapporto, che questa accelerazione non ha interessato le imprese in egual misura: molti lavoratori autonomi e micro imprese ne sono rimasti esclusi, con il 60% di essi che ancora cita i costi elevati come barriera per l’adozione.

Un fenomeno che ha aumentato ulteriormente il divario tra le PMI digitalizzate e quelle che ancora non hanno intrapreso questo percorso. Per questo, sottolinea il rapporto, saranno necessarie politiche per affrontare questo gap tecnologico e di investimenti e si dovranno incrementare gli sforzi per migliorare le competenze digitali delle PMI, la cultura dei dati e la sicurezza informatica.

Molti dei piani di ripresa elaborati dai Paesi Ocse sono volti a incentivare la trasformazione digitale e verde delle società e delle imprese, con particolare attenzione alle PMI, sia per la loro capacità di progettare e fornire servizi pubblici in più stretta connessione con la loro base utenti, ma anche per l’alto potenziale di capitalizzazione delle politiche basate sul territorio con meccanismi di governance efficaci per evitare inefficienze nell’azione pubblica.

“Le micro, piccole e medie imprese sono importanti motori di crescita, rappresentando il 99% delle imprese nei Paesi dell’Ocse e guidando la creazione e la diffusione di innovazioni che aumentano la produttività, guidano una crescita più forte e creano posti di lavoro”, commenta il Segretario Generale Ocse Mathias Cormann.

(Michelle Crisantemi – innovationpost.it)

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