Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

PERCORSO DELLA RESPONSABILITA’ SOCIALE NELL’ATTIVITÀ D’IMPRESA

Il marketing etico rappresenta lo sviluppo del marketing sociale, dove si è cercato di devolvere risorse a scopi umanitari o culturali; la differenza sostanziale è che, con il marketing sociale, l’Azienda non si apre al Consumatore e non assume impegni oltre quelli di erogare fondi; la differenza “bruta” è che con l’investimento sociale l’Azienda si limita al mecenatismo (in molti casi per mettere a tacere la propria coscienza, espiare le proprie colpe produttive); l’investimento etico vuole incidere direttamente e partecipare fattivamente alla soluzione dei problemi, adottando comportamenti trasparenti e corretti, assumendosi responsabilità, mantenendo gli impegni ed altro. Dalla beneficenza ad uno stile di vita. Oltre la ricchezza materiale quella sociale del benessere diffuso da una migliore qualità della vita. In questa ottica occorre inquadrare i tempi per la definizione della responsabilità sociale, i criteri per la puntualizzazione della responsabilità sociale, gli strumenti per la definizione della responsabilità sociale.
I tempi per la definizione della responsabilità sociale sono sostanzialmente tre:
definizione del codice etico/carta dei valori; contenuti, procedure di
divulgazione, modalità operative, funzioni di controllo nell’applicazione
programma di attivazione dei valori etici; gestione effettiva di
sensibilizzazione e divulgazione dei principi etici, monitoraggio dello stato
di attuazione nella condotta aziendale, interna ed esterna;
consapevolezza che il comportamento negativo di una minoranza può
comunque degradare l’immagine di tutti
bilancio dei valori etici; relazione analitica sui risultati e/o obiettivi raggiunti nell’affermazione del sociale tra i valori d’Impresa; rendiconto periodico del comportamento avuto dall’Azienda, così come percepito e così come proposto, quantificabili e descrivibili.
I criteri per la puntualizzazione della responsabilità sociale sono, oltre le condizioni etiche essenziali, sostanzialmente sei:
trasparenza; informazioni chiare, veritiere, complete ed aggiornate
periodicamente
correttezza; eseguire bene il proprio lavoro e rispettare quello altrui,
evitando infedeltà, discriminazioni, interessi privati
efficenza; impegno a dare il massimo, con puntualità ed attenzione, come
se fosse cosa propria, ottimizzando capacità ed economicità
spirito di appartenenza; coinvolgimento efficace nel perseguimento della
missione aziendale e partecipazione costante per il miglior standard di
servizio
spirito collaborativo; relazionarsi con i colleghi in maniera positiva, leale,
senza frapporre ostacoli o sospetti con l’intento di avvantaggiarsi
surrettiziamente
stimolo alla crescita; dare la possibilità a tutte le risorse aziendali, quelle
umane, di rendere al meglio e di poter crescere secondo possibilità e
capacità, questo è il punto più delicato perché ogni Azienda è un
complesso di persone che, se sono affiatate, rendono di più; persone che
devono trovare il giusto equilibrio gerarchico-funzionale per valorizzare
le singole professionalità ed attitudini, anche attraverso una adeguata
responsabilizzazione.
Gli strumenti per la definizione della responsabilità sociale da parte di un’Azienda sono ancora, per molti versi, da inventare o da scoprire; per ora possiamo indicarne alcuni, tra quelli già operativi e tra altri in via d’implementazione; ovviamente per ogni Azienda esistono iniziative, metodi e Partner nel Terzo Settore (ONLUS, Organizzazioni senza scopo di lucro) con un diverso grado di coerenza e pertinenza:
relazioni esterne e comunicazione attente alla soddisfazione del sociale
nei valori d’Impresa
servizio clienti esteso alle informazioni sul sociale come valore d’Impresa
sito internet come strumento di diffusione ed affermazione del sociale
come valore d’Impresa
stimolo al volontariato manageriale
iniziative per l’educazione al sociale
iniziative di utilità e solidarietà sociale (caused related enterprises)
sostegno al volontariato sociale ed a progetti con finalità sociale, interventi per le salvaguardia di beni culturali ed artistici, azioni per la diffusione delle attività culturali ed artistiche.
Sono circa 2000 le imprese al mondo certificate con lo standard SA8000, di cui 600 in Italia. Questi numeri fanno dell’Italia la prima regione al mondo per imprese certificate (il 30% del totale). Tale record è il risultato del programma di promozione e sensibilizzazione svolto dalle Associazioni dei Consumatori in favore della Responsabilità Sociale delle Imprese sostenendo la certificazione, anche grazie a misure che, per le imprese virtuose, garantiscono agevolazioni anche fiscali e offrono un maggiore punteggio nei bandi per la richiesta di contributi e una maggiore visibilità del loro operato.
Questo dato dovrebbe mettere in ottima luce le aziende italiane rispetto a quelle del resto del mondo; in parte lo fa ma con troppa enfasi e poca sostanza.
Infatti il beneficio della reputazione attrae molto; la SCR ha attecchito sopratutto in Italia proprio perché la verifica reale sull’effetto concreto non c’è; è quasi una moda, una cosmesi, un rito salottiero e patinato che lava la coscienza e cerca un vantaggio che non corrisponde ad un impegno, un sacrificio effettivo dedito alla conquista di consenso e legittimazione diffusa a buon mercato, lontano dal marketing e dalla comunicazione.
Diversi riscontri hanno confermato questa triste deduzione: troppe parole, molto fumo, generose essenze profumate; pochi fatti, poco arrosto, poca pulizia; le informazioni fornite sono autoreferenziali e non chiariscono il significato preciso degli impegni, tanto nell’oggetto quanto negli obiettivi, non calcolano il valore aggiunto direttamente o indirettamente procurato.
Si parla poco della sostenibilità di lungo periodo, delle modalità con cui si riscontra il ritorno socio-ambientale degli investimenti; manca la determinazione puntuale di come lo sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali non comprometta quello delle generazioni future, insomma quelli costi si sopporta per tutelare la qualità della vita di tutti, oggi e domani, oltre la soddisfazione dei clienti. Il bilancio di sostenibilità dovrebbe appunto evidenziare come l’azienda possa mantenere e sviluppare le proprie prestazioni nel lungo periodo.
Finché la SCR sarà utilizzata con grande impegno sopratutto da aziende complesse e discusse, i dubbi sulla intima convinzione generalizzata saranno incombenti; finché i documenti pubblicati per illustrare i diversi aspetti della SCR, codici etici, bilancio ambientale e di sostenibilità, carte dei servizi, dei valori e simili, avranno fogli patinati e impaginazioni eleganti, formati generosi e corredi grafici di lusso, rilegature ricche e presentazioni ultra curate, il sospetto serpeggerà malizioso.
Aspettiamo formulazioni semplici ed univoche, alla portata essenziale di una vasta fascia di utenti, piccole-medie imprese e consumatori di massa; formulazioni personalizzate e contestualizzate in ogni specifico corpo aziendale; formulazioni che confrontino i preventivi con i consuntivi, che riscontrino i comportamenti con i propositi, a tutto campo e non solo per quello che fa comodo, senza contraddittorio, senza risarcimenti punitivi per eventuali danni procurati per il mancato rispetto dei principi stessi della SCR.
Insomma, con poche eccezioni, la SCR ed i suoi annessi fin qui praticati servono a poco; anzi in molti casi, andando a grattare e verificare, sono una sonora e provocatoria presa in giro, se non addirittura una pretesa di lavarsi la coscienza e coprire comportamenti poco leali.

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

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