Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

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Piccole imprese e artigiani boom di protesti e sofferenze 

Più colpite Abruzzo Sardegna e Umbria «Un’ impresa su due fatica con i salari» I conti delle piccole imprese sono in rosso. Che si parli di assegni bancari o postali, cambiali o vaglia, poco importa: negli ultimi cinque anni i titoli di credito che alla scadenza sono rimasti senza copertura sono aumentati del 12%. Ancor più allarmanti i dati sulle insolvenze bancarie. Gli imprenditori che a fine 2012 non sono riusciti a far quadrare i conti sono aumentati del 165% e l’ ammontare complessivo delle insolvenze ha sfondato il tetto dei 95 miliardi di euro. Secondo l’ analisi della Cgia di Mestre, l’ associazione che riunisce artigiani e piccoli imprenditori, la crisi di liquidità è dovuta al calo del fatturato e al cronico ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione. «Il disagio economico delle piccole imprese è noto – afferma Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – E quando va bene i dipendenti faticano a ricevere lo stipendio con regolarità. Secondo le nostre stime, almeno una piccola impresa su due è costretta a rateizzare le retribuzioni dei collaboratori». Nel 2012 le imprese protestate sono quasi 67mila, di cui circa 29mila nel Sud Italia. Le regioni più colpite sono Umbria (+46,4%), Abruzzo (+34%) e Sardegna (+32,4%). Al quarto posto il Veneto, roccaforte della piccola impresa italiana, che registra un aumento del 26%. Male anche Toscana, Basilicata e Sicilia, con dati superiori al 20%. Resistono le Marche e il Piemonte, con un incremento di poco inferiore al 7%. Secondo Comitas, l’ associazione delle piccole imprese italiane, «l’ unico vero toccasana per ridare fiato all’ economia, con effetto praticamente immediato, è il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione entro 30 giorni. Se si sommano i residui passivi, i debiti e le spese già sostenute ma non pagate, arriviamo a 150 miliardi di euro. Solo pagando un terzo di queste somme, il Pil crescerebbe di quasi due punti e ritroverebbero lavoro lo 0,7% di disoccupati subito e un altro 0,4% entro un anno». 165% Conti in rosso Negli ultimi cinque anni il numero delle imprese italiane con sofferenze bancarie ha registrato un’ impennata spaventosa: l’ ammontare delle insolvenze è di circa 95 miliardi di euro.

Fonte: La Stampa

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