Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

POVERTÀ NERA

In Italia si parla molto del debito pubblico, della povertà e della disoccupazione che crescono; della bassa produttività e anche dell’immigrazione selvaggia. Non si parla del reddito, della ricchezza e del lavoro, tutti e tre al nero; neanche degli immigrati che fanno i lavori più faticosi e senza i quali si fermerebbe l’economia e il futuro del sistema pensionistico.

La ricchezza privata degli italiani è cinque volte il debito pubblico e nessuno si è mai chiesto come sia stata accumulata; é forse proprio causa dell’evasione in danno dei conti pubblici? I disoccupati (iscritti e non iscritti) sono cinque milioni; praticamente analoga alla somma di lavoratori in nero e lavoratori immigrati; questo significa che la disoccupazione è molto minore dei dati ufficiali; come minore in effetti è la povertà.

Sono infatti tre milioni i disoccupati ufficiali e poco meno di tre milioni gli immigrati che lavorano; sono stimati due milioni invece i lavoratori in nero, praticamente pari ai disoccupati sconosciuti, in nero. Per non parlare della mini imprenditoria manuale che gli immigrati attivano in maniera più vivace degli italiani, sopratutto giovani; evidentemente i nostri giovani o pensano solo alla net economy o preferiscono il posto all’autoimpiego; indiscutibile che i disoccupati italiani non vogliono lavorare nei posti dove lavorano, faticosamente, gli immigrati.

Non solo per i lavoratori in nero la povertà vera non sembra corrispondere a quella calcolata dalle statistiche; tutti sanno che l’economia sommersa e criminale corre tra 150 e 200 miliardi; questa economia non ufficiale produce ricchezza non contabilizzata che ovviamente copre non solo i finti poveri ma coprirebbe anche il debito pubblico in pochi anni; ulteriore effetto sarebbe, ove emergesse, quello di migliorare il coefficiente ufficiale di produttività. Diciamo le cose come stanno: meno povertà, meno disoccupazione, maggiore produttività, risorse esistenti per contrarre il debito pubblico.

Interveniamo in maniera mirata, chiara e consapevole, senza inventare ulteriori iniziative dedicate a problematiche valutate male, o meglio, valutate in maniera propagandistica. L’indifferenza rassegnata degli italiani, che sembrano sopportare tutto, deriva forse dalla evidente consapevolezza della realtà, diversa da come raccontata?

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