Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

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Pressing dell’ Abi al Fmi sul giudizio fissato a gennaio. Mussari: «usi criteri omogenei altrimenti sarà una truffa»

Banche italiane al contrattacco con l’ Fmi per evitare un nuovo, pesante, giudizio che ripeta e amplifichi quanto accadde con gli stress test dell’ Eba, quando i titoli di stato furono considerati fonte di perdite obbligando a costosi aumenti di capitale e facendo innalzare lo spread. L’ Abi teme che la missione in gennaio del Fondo dia un giudizio distorto perché basato su dati e parametri non omogenei rispetto alle banche rivali europee e dia fiato alla speculazione. L’ idea dell’ Eba di considerare rischio Btp e Bot nacque da un rapporto Fmi. Per questo l’ Abi farà valere le sue ragioni anche con l’ ausilio di uno studio indipendente. La mossa incassa l’ approvazione di Vincenzo Boccia responsabile Pmi di Confindustria ma è criticata da Adusbef e Federconsumatori che la giudicano «patetica» mentre il Comitas parla di «pianto greco». Per Giuseppe Mussari, presidente dell’ Abi questa e altre azioni (come il rinvio di Basilea3 o la moratoria sui debiti delle Pmi) sono importanti, ma i temi centrali, taglio della spesa, crescita e competitività dovranno essere affrontati dal prossimo governo e dalle parti sociali. Nel frattempo, le banche temono che dietro la questione tecnica dei parametri di valutazione dei crediti deteriorati si possa innescare un nuovo attacco speculativo. L’ Abi chiede a Fmi e Ue non l’ abbassamento delle regole (la Banca d’ Italia è severa e compie frequenti ispezioni) ma «che l’ Fmi, che non conosce la situazione italiana, eviti di compiere errori e di usare parametri non omogenei altrimenti è una truffa e un danno non solo alle banche ma a tutta l’ economia del paese», ha dichiarato Mussari. L’ Abi ricorda il rapporto Fmi che attribuiva alle banche spagnole minori crediti deteriorati (8,5 contro 10,8% dell’ Italia) e minor tasso di copertura. Dati ribaltati (in Spagna al 26%) nel rapporto del revisore indipendente Oliver Wymann commissionato da Bruxelles per dare il via al salvataggio delle banche iberiche. Le banche italiane non nascondono la difficile situazione che ha fatto perdere da maggio 9 punti di crescita del credito. Fabio Panetta, vice direttore generale della Banca d’ Italia rileva che il sistema ha resistito, ma ne ha fatto le spese la redditività. Un intervento su costi e taglio delle filiali è inevitabile. Mussari riconosce che le banche non si sottrarranno ma non basterà e che bisogna tornare a far crescere i ricavi ora sotto la pressione di numerosissime norme, carico fiscale e differenziale fra tasso su raccolta e impieghi a livelli minimi che si confronta con uno spread elevato.

Fonte: L’Arena

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