Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

Sempre più fallimenti e protesti: in tre mesi chiuse 265 società

Dall’ inizio dell’ anno in Friuli Venezia Giulia sono fallite 265 aziende. In tutta Italia sono 4.218 quelle che hanno portato i libri contabili in tribunale: numeri in forte crescita che se dovessero mantenere lo stesso trend finirebbero per battere il triste record dei fallimenti 2012: 12.442 in tutta la penisola. Per quanto riguarda, poi, la nostra regione c’ è un motivo in più per essere preoccupati: nel rapporto tra società di capitale fallite e quelle con bilancio attivo, il Fvg ha la percentuale più alta di incidenza e cioè il 4,4%, seguiti dalle Marche (4,1%). I dati – pubblicati ieri dal Il Sole 24 Ore – sono elaborati dal Cerved Group, partendo dai primi tre mesi del 2013, fanno il punto anche sul 2012. Ed è proprio spulciando questi numeri che si scopre come l’ anno scorso fra le province con la più alta incidenza percentuale di fallimenti c’ è Pordenone (sono fallite il 5,9% delle società di capitale), seguita da Teramo (5,3), Ancona (4,9), Vibo Valentia (4,8), Verbano e Mantova (4,5), Rovigo (4,4), Catanzaro (4,3) e all’ ottavo posto Udine con Crotone (4,2%). Le note tristi non finiscono qui. Parallelamente agli aumenti dei fallimenti, crescono anche i protesti che l’ anno scorso, nel nostro Paese, sono stati l’ 8,8 per cento in più: 47 mila. Complessivamente nel Nordest si sono contate 5 mila società protestate, ma la nostra si conferma l’ area con il numero più basso di protesti anche se lo studio di Cerved conferma un forte aumento in Trentino Alto Adige (+ 23,5%) e in Friuli Venezia Giulia (+12,6), in Emilia Romagna sono praticamente costanti (+0,2), mentre in Veneto diminuiscono (-1,2). Le società più “protestate” sono quelle del comparto edile, seguite da quelle dei servizi e di altri settori. L’ industria si mantiene sui livelli di inizio crisi. Dal punto di vista geografico, invece, la situazione peggiore è al Centro-Sud (+12,5%), mentre a Nordovest la crescita è del 2,6. È indispensabile però evidenziare una cosa: l’ aumento dei protesti e dei fallimenti è accompagnato da un forte ritardo nei pagamenti. Fallimenti, protesti e mancati pagamenti portano, inevitabilmente, a registrare un altra tragica realtà: quella dei suicidi. Il numero complessivo dei suicidi in Italia non è in aumento rispetto agli anni passati, anzi è in diminuzione. Ad aumentare, però, sono i suicidi che hanno alla base una motivazione di tipo economico. La conferma arriva dal Comitas, l’ associazione delle microimprese italiane: «Nel 2012 sono stati più di 500 i suicidi legati a fallimenti, perdita del lavoro, o difficoltà economiche di varia natura che hanno portato a compiere un gesto così tragico. Un fenomeno prettamente maschile, pur aumentando in Italia il numero delle donne imprenditrici».

Fonte:

I nostri uffici rimarranno chiusi dal 7 al 29 agosto

Menu Title