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Settimana decisiva per la vicenda del riordino delle Province e per la questione del capoluogo

Settimana decisiva per la vicenda del riordino delle Province e per la questione del capoluogo. Domani riprende in Commissione Affari Costituzionali del Senato la discussione sul decreto legge. I parlamentari irpini stanno lavorando per far ribaltare la norma che assegna a Benevento il capoluogo. La prima pregiudiziale presentata martedì scorso in Commissione dal senatore Sibilia, che è anche presidente della provincia di Avellino. Domani verrà presentata la seconda anche se il respingimento della prima dimostra il Governo intende andare avanti in questa situazione. I parlamentari sanniti devono però vigilare. Al Senato Pasquale Viespoli e Mino Izzo sono intenzionati a non transigere e la loro posizione è chiara: o Benevento resta capoluogo della nuova provincia oppure si torna al vecchio assetto con la conservazione dell’ autonomia provinciale. Viespoli ha sempre sottolineato che quella del riordino può essere un’ occasione per un discorso generale per le aree interne. Inoltre ha sempre sostenuto, replicando alle dichiarazioni di esponenti politici irpini, che il criterio individuato per il capoluogo non definisce una gerarchia tra città ma cerca di concretizzare un punto di equilibrio, di compensazioni di ruoli, di democrazia sostanziale. «La Provincia più grande diventa ancora più grande, esprime “la maggioranza territoriale”, assume la funzione di guida istituzionale – ha spiegato Viespoli – la Provincia più piccola cede autonomia e sovranità ed “entra” nella nuova provincia come minoranza territoriale. L’ individuazione del capoluogo diventa, così, una scelta per fare integrazione non per fare divisione e contrapposizione». Inoltre mercoledì è prevista, davanti al Tar del Lazio, il ricorso presentato dalla Provincia di Avellino sulla questione capoluogo. Il ricorso, però, non porta più la firma del Comune di Avellino in quanto il commissario prefettizio, Cinzia Guercio, ha deciso di non firmare gli atti aggiuntivi. Nel ricorso i legali avellinesi sostengono che la norma della scelta del capoluogo in base al numero degli abitanti va applicata solo nel caso di due province che si accorpano in quanto nessuna delle due ha i requisiti minimi per conservare l’ autonomia. Nel caso Avellino-Benevento, invece, l’ Irpinia ha tutti i requisiti per conservare l’ autonomia e lo «scippo» del capoluogo sarebbe una diminutio. Giovedì, poi, a Roma, l’ Anci incontrerà tutti i sindaci dei Comuni capoluogo che potrebbero essere soppressi. Avellino non sarà rappresentata in quanto a Piazza del Popolo c’ è un commissario dopo le dimissioni del sindaco Galasso che vuole candidarsi al Parlamento. Intanto cosa ne pensano gli italiani dell’ abolizione delle province e dei tagli agli enti locali? Codacons e Comitas lo hanno chiesto ad un campione di 2.950 soggetti, rappresentativo dei cittadini, dei piccoli imprenditori e dei professionisti: il 53% degli intervistati si è detto favorevole all’ abolizione di tutte le province italiane, contro un 35% che non è affatto d’ accordo con tale proposta (il 12% ha risposto «non so»). Ma dalla ricerca è emerso anche che tra abolire le regioni o le province, gli italiani preferirebbero cancellare le prime. Il 44% del campione, infatti, abolirebbe le regioni, contro il 37% di coloro che hanno indicato le province. Solo il 5% cancellerebbe entrambi gli enti

Fonte: Il Mattino

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