Tutela Legale Microimpresa

Comitas - Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo

in collaborazione con

Suicida per l’appalto perso. Le microimprese: «Serve il sostegno dello Stato»

Uccidersi per un appalto mancato. Impiccarsi per la paura di fallire e di far perdere il lavoro a decine di dipendenti.
È la crisi,bellezza. Che morde, asfissia, preoccupa, toglie il sonno, sbianchetta i sogni e li soppianta con gli incubi. A volte uccide. Non c’è bisogno di indagini accurate: è lei l’assassina di Nicola C., dirigente dello stabilimento Dhl nella zona industriale di Frosinone. Un uomo di 62 anni trovato morto con la corda al collo nel capannone dell’azienda che dirigeva. Poi, tutto come te lo immagini. Il terrore di chi lo trova, lo stanco rituale del riconoscimento della salma, la lettura di un messaggio con le poche spiegazioni di quello che mai come stavolta si ha ragione a chiamare «insano gesto»: la mancata assegnazione di un appalto molto importante aveva gettato il dirigente nella più cupa disperazione.Da quel giorno lo attanagliava il timore che la multinazionale lo licenziasse o addirittura chiudesse lo stabilimento,
mettendo su una strada i trentacinque lavoratori. Un luogo comune del capitalismo paternalistico,
quello che è la base, la forza del nostro tessuto economico, vuole che per un imprenditore i dipendenti siano come figli. Nel caso di Nicola era due volte vero: nello stabilimento Da lui diretto lavora anche il figlio. Posta raddoppiata:più paura, più crucci. Una storia triste che illumina l’angolo buio dell’imprenditoria, i suicidi da business, a cui la trasmissione tv Le Iene due domeniche fa ha dedicato uno struggente servizio. «Il suicidio di Frosinone è solo l’ultimo di una serie di gesti estremi dettati dalla crisi economica che attanaglia il nostro paese », si duole Comitas, l’associazione delle piccole e micro imprese italiane.
«Negli ultimi due anni – prosegue l’associazione – il numero dei suicidi è stabile ma quelli a opera di imprenditori e dirigenti in gravi difficoltà sono aumentati in modo esponenziale: alla base vi è la crisi economica che incombe sul nostro Paese e che sempre più spesso porta ad azioni disperate chi non riesce a vedere un futuro o una soluzione ai propri problemi;chi insomma si sente solo e senza prospettive, schiacciato dalla vergogna di affrontare un fallimento».
Una scia di dolore che chiama un intervento da parte dello Stato.«Le istituzioni – l’appello di Comitas – devono fornire la dovuta assistenza anche psicologica ai piccoli imprenditori e ai dirigenti in difficoltà, per evitare che nel 2013 aumenti ancora il numero di chi, stretto dalla crisi,si abbandoni a gesti estremi. Basterebbe dare ascolto a chi è in crisi acuta e prospettare le soluzioni che talvolta potrebbero essere a portata di mano, come possibili dilazioni o rateazioni di cui la Pubblica amministrazione dovrebbe farsi promotore se non addirittura garante»

Fonte: IL GIORNALE

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